Quando l'erezione è poesia

Accompagnatore, fidanzato in affitto, falso amante

articoloAccompagnatore, fidanzato in affitto, falso amante. Mi dedico alle donne e le rende felici, anche se per poche ore. Sono un sogno che svanisce il mattino e no, non me ne vergogno.

Sono alla guida della mia auto in un caldo pomeriggio di giugno. Mancano ancora molti chilometri per arrivare a destinazione. All’improvviso ricordi del passato riaffiorano alla mente.

Mi rivedo ragazzino insicuro, introverso, alle volte un po’ disorientato. Un fisico magro, ma scattante mi permette di entrare nella squadra di calcio del mio paese. Ho le mani grandi e robuste, il ruolo di portiere mi calza a pennello. L’allenatore è entusiasta di me e anch’io mi rendo conto di diventare con il passare dei giorni sempre più abile.

Intanto, la vita scorre lenta, piatta, priva di qualsiasi colore. Mi diplomo con fatica all’Istituto agrario e inizio a svolgere qualche lavoro saltuario: imbianchino, operaio, corriere. Se avevo poca voglia di studiare, ancora meno ne ho di lavorare. Non condivido le scelte sofferte, le rinunce e sacrifici immensi di mio padre.

Mi rifiuto di sottomettermi al destino. Voglio essere io a condurre la vita, a giocare la partita.

Mi guardo allo specchio decido di trasformarmi. Devo intervenire sul fisico magro. Accantono le partite di pallone e trascorro interi pomeriggi in palestra a pompare i muscoli. In breve tempo il corpo si modifica e a un tratto la vita prende una piega diversa. Scateno l’invidia degli amici e come in un incantesimo il ragazzino insicuro sparisce e al suo posto appare un uomo sfrontato, bello e seducente.

È il momento di voltare pagina, la vecchia esistenza sarà solo un ricordo lontano è sbiadito. Tutte le sere esco per divertirmi e rimorchiare. Le donne rappresentano per me dei trofei e ingigantiscono il mio ego. Lo specchio diventa un alleato, ci passo davanti molte ore per sottolineare i pregi e limare i difetti...

E poi quell’incontro. Alla mensa di un centro commerciale avverto che qualcuno o meglio qualcuna mi sta osservando. La vedo. Non è giovanissima e nemmeno bella ma si fa notare per il suo abbigliamento estroso e colorato. Mi siedo al tavolo, lei si avvicina. “posso sedermi al suo tavolo?” dice sorridendomi. “Certo, si accomodi“ le rispondo ricambiando il sorriso. Saltando i convenevoli arriva al punto. “Le interesserebbe lavorare in discoteca come ragazzo immagine? “.

Rimango senza parole, mi ha preso alla sprovvista. Continua a fissarmi in attesa di una risposta, poi aggiunge. “Si avvicina l’8 marzo e per questa occasione potrebbe improvvisare uno spogliarello. Puó guadagnare cifre considerevoli“.

Decido di pensarci e le lascio il numero di telefono. Ma credo di avere già deciso in quel preciso istante. Inizio con una serata di animazione, devo ballare a torso nudo su un cubo. Sono visibilmente imbarazzato, impacciato ma nello stesso tempo mi diverto e i risultati sono più che apprezzabili. Le ragazzine urlano impazzite.

Seguono altre serate, ma nutro molti dubbi nell’affrontare la fatidica data dell’8 marzo. Ormai, però, è tardi per retrocedere. Dovevo prevederlo ed essere più fiducioso... il fisico curato e definito mi regala un successo straordinario. Sopraggiungono numerose richieste, sono molto gettonato. Roberto si trasforma in Roy e mostra il suo corpo per regalare emozioni e brividi, ma ancora non so cosa la vita mi stia riservando. Lo scopro un pomeriggio. Una strana telefonata. Un’insolita richiesta.

Una voce matura di donna mi propone di interpretare una parte. “vorrei ingelosire mio marito. Lo amo tanto e sono sicura che anche lui ama me, ma ho scoperto che mi tradisce con una ragazzina di vent’anni. Sto impazzendo, devo fare il possibile per riconquistarlo“. Mi fingerò il suo amante allo scopo di ingelosire il compagno. L’azione si svolgerà in un noto locale. Aspetteremo la vittima e ci abbandoneremo alle effusioni sperando in una sua reazione. Sono davvero pazzo per accettare questo lavoro, ma il mio spirito di avventura mi spinge ad oltrepassare un confine invisibile ma elettrizzante.

Tutto si svolge come da copione. Il marito arriva puntuale al locale e ci osserva seduti sul divano a scambiarci baci e abbracci voluttuosi. Ad un certo punto ci raggiunge. I nostri occhi si incrociano, ho quasi paura per la mia incolumità. Ma il timore dura pochi secondi. Mi intenerisco nel contemplare la scena. Lui singhiozzante con il viso appoggiato sulle gambe della moglie. All’istante comprendo: la mia parte è finita. Mi alzo e guadagno l’uscita, rivolgo l’ultimo sguardo verso il divano e sorrido nel vederli abbracciati come una normale coppia di innamorati.

Assoldato per dimostrare l’amore di un uomo: resto ancora incredulo. Forse sono un folle, ma un’idea mi balza alla mente. Il giorno seguente trascorrono molte ore davanti al computer. L’intento è di scoprire se esiste una professione del tipo: Fidanzato in affitto, finto amante e così via. Dopo una ricerca accurata mi imbatto nel mondo vasto dei Gigolo e degli accompagnatori. L’idea mi sembra ancora assurda, ma decido di provarci e con la complicità di un amico webmaster apro un sito Internet. Mantengo il mio nome d’arte e sulle pagine del sito scrivo una frase che racchiude il senso del mio lavoro: “Roy è il sogno di una notte che svanisce con l’arrivo del giorno”.

Mi infervora ricoprire il ruolo dell’amante per una notte, per una manciata di ore. Arrivano i primi contatti, percepisco nelle voci timidezza disagio, d’altronde anch’io sono alle prime armi. Con il passare dei mesi affino la tecnica e la dialettica e durante la conversazione telefonica riesco a tracciare in pochi secondi il profilo della cliente. Alle volte, rimango deluso, ma poco importa, quel salto nel buio rende la situazione ancora più eccitante, intrigante. Sono pagato delle donne, non solo per una notte d’amore ma anche per portarle a cena, accompagnarle ad un ricevimento o uno spettacolo teatrale. Sono felice, questo lavoro mi appaga. Mi dedico alle donne le amo tutte anche se solamente per una sera provando a colmare, per quanto sia possibile, le carenze affettive.

I mesi volano e sono sempre più richiesto. È giunto il momento di prendere una decisione. Lascio il lavoro di rappresentante di una lavanderia industriale e investo tutto il mio tempo nella nuova redditizia attività. Sono un gigolò professionista, un accompagnatore, un fidanzato in affitto, un falso amante o qualcuno potrebbe definirmi in modo più esplicito un prostituto. Invece no si sbaglia. Io vendo semplicemente emozioni e non solo fisiche. Tra le mie clienti ci sono casalinghe annoiate, fidanzate tradite, donne in carriera che tra un appuntamento dal parrucchiere e un altro dalla manicure inseriscono anche me tra i piaceri della giornata.

Alle volte, hanno bisogno di essere ascoltate, consigliate, di essere guardate negli occhi e comprese. Io sono lì per loro le rendo protagoniste assolute della loro vita anche se per poche ore. Spesso ritornano a casa e affrontano la loro routine con maggiore consapevolezza e forse anche più sicure dei sentimenti che nutrono nei confronti del partner.

Il suono acuto di un clacson mi riporta al presente ecco, la vedo, mi sta aspettando in piazza. Mi saluta agitando la mano. Accosto accanto al marciapiede. Sale in auto, si fionda su di me mi sfiora le labbra con un bacio. “Ti andrebbe un aperitivo?” Le domando con un largo sorriso. fissa e poi annuisce con aria rilassata. Le accarezzo i capelli e riparto a tutta velocità.

Da. Confidenze, una rivista settimanale diretta al pubblico femminile.

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