Quando l'erezione è poesia

Un poetico gigolo stronzo

Quando si inizia a fare il gigolo accompagnatore per donne, ci sono delle fasi che normalmente si attraversano. Io ne ho elencate tre che rappresentano un po' l’evoluzione caratteriale del gigolo. Sono atteggiamenti, comportamenti, stati d’animo, cambiamenti di personalità, di opinioni, idee, ecc. Ovviamente ci sono passato anch’io anche se non credo di essere arrivato al terzo e ultimo stato, è come dire di aver tagliato il traguardo, ma io non mi ritengo ancora arrivato visto la strada e gli orizzonti che devo ancora raggiungere.

Il primo approccio o fase del gigolo agli inizi è quella poetica, il gigolo provetto cerca di riempire il suo profilo con frasi sdolcinate, aforismi ricercati e copiati, foto patinate che creano atmosfere romantiche, tramonti riflessivi, cieli azzurri, mari tempestosi, amori immaginari, abbracci, baci, sguardi mielosi pieni di dolcezza, sorrisi malinconici, solitudine, tenerezza, altruismo, educazione, rispetto. Più che un gigolo sembra quasi un principe azzurro sceso dal suo cavallo bianco per salvarti, per farti sognare, per farti vivere quella favola che sin da piccola avevi immaginato e mai vissuto.

Dopo qualche anno troviamo la seconda fase un po' meno poetica ma più pragmatica e cinica. Il gigolo dopo qualche anno inizia un po' a stancarsi di tutta questa poesia, comincia a venirgli qualche dubbio sulla sua vera efficacia, quindi cerca di sostituirla con un po' di verità, cinismo e superbia, iniziando a prendere le distanze da certe clienti un po' pesanti e logorroiche a cui spesso risponde in malo modo. Cosa impensabile nella prima fase iniziale poetica e romantica dove è sempre gentile. Insomma cerca di farsi vedere un po' più vero e sincero senza tante smancerie gratuite e ridicole che usava agli inizi.

Poi c’è la terza fase, sbrago totale, cinismo assoluto, autostima a mille, diventi montatissimo, scazzatissimo, assumi un atteggiamento del tipo, io so io e voi non siete un cazzo, te la tiri da paura, mandi a fanculo le donne che ti infastidiscono, decidi tu con chi uscire e non, decidi tu gli appuntamenti e gli orari, quando ti presenti agli incontri pretendi che lei si inginocchi e ti baci i piedi per ringraziarti di essere venuto. Insomma ritorni nel tuo io vero, quello che sei sempre stato prima di fingere di essere poetico e romantico per irretire le clienti.

Nella terza fase senza rendertene conto tiri fuori la parte vera di te, quella che ti ha convinto a fare il gigolo, quella che tenevi ben custodita per vergogna e non era conveniente rivelare soprattutto agli inizi, cioè che eri e sei un grandissimo stronzo. Uno stronzo onesto che finalmente si dà delle arie sul fatto che è stronzo e riesce a farsi pagare dalle donne proprio per questo. Credo che ogni uomo che intraprenda questa carriera lo faccia per vanità, soldi e narcisismo, per compiacersi e mettersi su di un piedistallo dove dall’alto del suo egocentrismo guarda gli altri come degli emeriti sfigati. Un bell’aforisma vero da pubblicare nei siti di gigolo potrebbe essere questo: Sono 100% stronzo, tutto il resto è poesia.

E tu cosa ne pensi di un gigolo così? Che tipo di gigolo preferisci? Lo vuoi schietto e sincero o romantico e falso? Secondo te qual è la vera essenza di un gigolo? Scrivilo qui sotto. Grazie Roy

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