Quando l'erezione è poesia

Questo Escort mi ha salvato la vita

Questo escort mi ha salvato la vita.

Parla la quarantenne che per un anno, quando era sposata, ha frequentato un professionista del sesso a pagamento, trovato sul web. Mio marito mi trascurava, ma non volevo tradirlo. Così ho pensato che questo fosse il modo migliore per sentirmi di nuovo donna. E lui mi ha aiutato a ritrovare la felicità.

Gigolo FamosoNell'immaginario collettivo la cliente di un gigolo è una donna in là con gli anni, non particolarmente affascinante, incapace di trovare un uomo che la ami. Insomma, di solito una donna che paga un uomo è sola. Giada non è niente di tutto questo: è bella, è una quarantenne affermata, ha un lavoro stimolante nel marketing, è sposata, ha tre figli. Eppure per un anno Giada è stata cliente di un gigolo. "ho cercato un uomo a pagamento per salvare il mio matrimonio. Non ci sono riuscita. Però grazie a Lui, mi sono sentita nuovamente donna".

Cosa l'ha portata a chiedere sesso a pagamento?

E' stata una questione fisica. Da troppo tempo mio marito mi trascurava, faceva continue scappatelle. E, quando tornava a casa si dimenticava che, oltre ad essere la madre dei suoi figli, la moglie che si prendeva cura di lui e della casa, la compagna di vita che faceva l'equilibrista tra carriera e famiglia, ero pure una donna con il naturale desiderio di voler essere amata. Quante volte minacciavo mio marito di lasciarlo, e ogni volta poi  mi lasciavo convincere a restare. Mi diceva che le sue erano storie senza senso, che non riusciva ad essermi fedele, ma giurava di amare solo me. Io gli credevo, avevo avuto solo lui e quasi quasi lo giustificavo. Intanto però non facevamo più l'amore. Al lavoro avevo molti corteggiatori: inizia a temere di cedere alle loro lusinghe. Se pure io mi fossi lasciata coinvolgere in una storia extraconiugale, la nostra famiglia si sarebbe sfasciata. A quel punto ho avuto un"idea.

Ha pensato di rivolgersi a un gigolò?

Si. Mi convinsi che non lo avrei considerato un tradimento. Non  ci sarebbe stata nessuna implicazione sentimentale, solo qualche ora per vedere se ero ancora capace di amare e di essere amata. Decisi di farmi un regalo. Andai su Google e digitai "gigolo". Tra tante proposte decisamente volgari e non adatte a me, fui colpita da Roy. Si presentava in giacca e cravatta, aveva l'aria rassicurante. Mi sembrava un ragazzo pulito. Senza pensarci composi il numero.

Che cosa le ha detto?

"Mio marito si è dimenticato di me. Voglio sentirmi donna per una sera". Gli ho chiesto un incontro, ma Roy non ha accettato immediatamente, voleva prima studiarmi per capire con chi aveva a che fare. Io gli ho mandato la foto dei miei piedi, si è incuriosito e ha detto si. Mi ha dato appuntamento in un ristorante, ma io l'ho spiazzato, non volevo  perdere tempo con la cena. Ci siamo visti in un motel fuori città.

C'è stato subito feeling tra voi?

Vederci e piacerci è stato un attimo. E' scattata un'immediata e fortissima attrazione fisica reciproca.

Quante ore avete trascorso insieme?

Siamo stati insieme fino all'alba del mattino successivo. E' stato molto bello. Finalmente ero tornata ad essere solo Giada. Superato l'imbarazzo del pagamento della tariffa, mi sono sentita subito corteggiata e desiderata. Abbiamo trascorso la notte ad amarci, a ridere e a parlare.

Nessun senso di colpa?

No: ero tranquillissima. A casa c'era la tata, i bambini dormivano. Mio marito tanto per cambiare era fuori ed io finalmente facevo qualcosa solo per me. Mi ero ripromessa che sarebbe finita li.

E invece?

E' andata avanti quasi un anno. Più mio marito si scordava di me, più io mi ricordavo quanto stavo bene durante quelle fughe dalla realtà.

Si è invaghita del suo gigolò?

Forse si, ma il muro dei soldi bloccava qualsiasi evoluzione del nostro rapporto. Lui era un vero professionista, non giudicava e non faceva domande, anche se dopo un pò siamo entrati in confidenza. Eravamo diventati amici, lui mi piaceva da impazzire e penso che anche io piacessi a lui. Però dopo ogni incontro c'era di mezzo la tariffa. Io pagavo, e lui non mi chiedeva mai di vederci gratis, evidentemente con me svolgeva semplicemente il suo lavoro. Inutile pensare a qualcosa di più. A un certo punto ho capito che anche io non volevo andare oltre: se ero disposta a pagare evidentemente non desideravo nient"altro.

Avete smesso di incontrarvi? E perché?

Perché costava troppo, e soprattutto perché ho avuto il coraggio di guardare bene dentro il mio matrimonio. E' stato merito di Roy: mi diceva che non era il modo per anestetizzare il dolore delle umiliazioni di mio marito. Mi convinse che mi riparavo dietro la scusa di salvare il matrimonio a tutti i costi, ma distruggevo la mia dignità di donna. Piano piano mi sono resa conto che aveva ragione.

Che cosa ha fatto a quel punto?

Ho detto a mio marito che per me era arrivato il momento di dire no alle umiliazioni di tutti quei anni. Ho chiesto la separazione.

Ha mai confessato a suo marito di aver pagato un uomo?

No. Un giorno, quando la separazione sarà conclusa, glielo dirò. Voglio che si renda conto della sofferenza che mi ha causato e fin dove mi ha trascinato.

Lo rifarebbe?

Si certo, sono stata bene. Ora però spero di trovare un uomo che mi ami gratis.

Federica Cimignoli dal settimanale Visto

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