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Quando l'erezione è poesia

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Prostituzione e la riapertura delle case chiuse

Prostituzione e la riapertura delle case chiuse. Una donna mi ha scritto: Roy, tu che parli spesso di regolamentare la prostituzione, saresti favorevole alla riapertura delle case chiuse? Purtroppo quello delle case chiuse è un concetto che faccio fatica a capire, abbiamo già dato in questo senso, già negli anni 40 e 50 fino al 58 che grazie alla senatrice Lina Merlin sono state definitivamente chiuse. E’ una roba vecchia, arcaica che hanno vissuto i nostri nonni e non mi sembra il caso ritornare indietro. Io oggi, sono contrario alla riapertura delle case chiuse o red zone cioè i quartieri a luci rosse, è un concetto vecchio che non concepisco in un epoca di modernità, globalità e uguaglianza tra popoli e ceti sociali.

E’ una cosa abbastanza umiliante relegare tutti i lavoratori del sesso in un unico ghetto come se fossero lebbrosi o malati terminali, inutili per la società, come se non esistessero e quindi vanno rinchiusi tutti in unico ambiente lontano dai nostri occhi. Escort, Trans, Trav, Accompagnatori, Gigolo, puttane di terza categoria, prostitute di alto bordo, Gay e tutti quelli che ne usufruiscono, tutti quanti rinchiusi in una casa chiusa o in un quartiere a luci rosse. Ovviamente è un modo di vedere le cose o di risolvere il problema completamente errato, chi pensa questo ha una visione della prostituzione deviata e razzista.

Secondo il mio punto di vista ogni lavoratore e lavoratrice del sesso è libero di esercitare la sua professione nell’ambiente che preferisce, una casa privata, un ufficio, in hotel, a domicilio, insomma dove vuole o ritiene giusto e comodo farlo. La prostituzione volontaria è una libera scelta, se una donna o un uomo decide di esercitare questo mestiere è giusto che lo faccia nel migliore dei modi e pagando le tasse. Non ho mai visto le case chiuse per i dentisti o i falegnami, ogni singola attività è libera di esercitare la sua professione nel luogo o zona che preferisce o più consona per trovare clienti.

E’ ovvio che bisogna rispettare le regole del buon senso, una prostituta non può esercitare la sua professione in un vicolo o sul marciapiede alla vista di tutti, eserciterà il suo lavoro in un ambiente privato e consono a tale attività. Del resto questa regola vale per tutti, non si è mai visto un orologiaio cambiare la pila di un orologio sul marciapiede, o un macellaio tagliare la carne fuori dal negozio, ognuno opera in un ambiente privato, dentro il suo laboratorio o retrobottega.

Il mio è un no alle case chiuse e un si alla regolamentazione della prostituzione volontaria esercitata in ambienti privati e consoni a tale attività. Il giorno che si arriverà a questo risultato possiamo dire di avercela fatta, solo allora possiamo dire finalmente di aver sconfitto la moralità e l’ignoranza, e la prostituzione sarà vista come un servizio al cittadino, come può essere un ristorante, un bar, un artigiano o uno psicologo.

E tu sei favorevole alle case chiuse? Quale sarebbe la tua idea a riguardo? La prostituzione andrebbe abolita? Il cliente andrebbe multato? Scrivilo qui sotto. Grazie Roy

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