Si è ciò che si pubblica

Gigolò e donne depresse

La riflessione di oggi è basata sulla depressione. Prima cosa, collegandosi al tema gigolò, dato che di questo qui si tratta, potrei dire che non esiste un gigolò per donne depresse. I gigolò aborriscono le donne depresse. Se per disgrazia fanno un errore di valutazione e ci escono una volta, poi la scriveranno a vita.

Certo, magari possono sopportare per qualche ora una che si lamenta perché il marito l'ha tradita e vuole vendicarsi, o perché è triste e sola e avrebbe bisogno di un uomo...ma una donna veramente, profondamente depressa un gigolò non la regge, del resto, se nella maggior casi un gigolò sopporta gli umori della cliente per i soldi e perché poi ha la soddisfazione che se la scopa, nel caso della depressa la scopata non sarà mai soddisfacente come dovrebbe né per la cliente, che non riuscirà mai a rilassarsi fidarsi e mettersi nella disposizione d'animo giusta, e nemmeno per il gigolò che non avrà il riscontro del piacere della cliente a dirgli che è un vero macho e che ha avuto successo. Ovviamente la colpa ricade tutta sulla cliente che è una "lesbica stronza" o una che non sa provare piacere (adesso non mi viene il termine). 

Il gigolò è incapace di mettersi in empatia e capire, quindi lasciate ogni speranza fuori dalla porta. È impossibile. Non è colpa sua, è fisiologico...altrimenti, se provasse sentimenti ed empatia non farebbe il gigolò. Il gigolò deve rinunciare a molto della sua parte umana a favore del capitale. È figlio del neoliberismo e del transumanesimo. 

Peccato, perché la maggior parte delle donne mature in per e post menopausa soffrono di depressione, il cosiddetto male oscuro. 

Beh non ve lo sto a descrivere perché anche a leggerlo ci si sente male quindi, anche se saprei descrivere perfettamente ogni pensiero, ogni sensazione che provoca...soprassediamo. Sarebbe inutile. 

Oggi pensavo che in questi tempi alcuni dicono, stiamo già vivendo la terza guerra mondiale. Einstein diceva che la terza guerra mondiale non si sarebbe combattuta con le armi ma nelle menti delle persone. Forse si riferiva alla paura. La paura è l'ingrediente necessario a sottomettere i popoli. Lo hanno detto anche alcuni criminali nazisti al processo di Norimberga: trova qualcosa di cui il popolo abbia paura e lo avrai in pugno. 

Ora c'è stato il coronavirus e tanta gente, tantissima, si beve i bollettini sui contagiati e vive nel terrore fobico di contagiarsi e di morire. A nulla serve dire che non si muore più, che ci si cura come qualsiasi influenza. In virtù del terrore che ci hanno fatto vivere segregandoci in casa per mesi, come dei criminali agli arresti domiciliari, ora sono in grado di farci accettare ogni cosa: il distanziamento, le mascherine, la privazione delle nostre libertà umane. E questo è solo l'inizio. Da una parte ci terrorizzano pro covid, dall'altra, chi fa resistenza e contesta il sistema, i cosiddetti "complottisti" fanno terrorismo nell'altro senso, prospettandoci scenari di terrore, un futuro di vaccini mortali obbligatori, povertà, umanità schiavizzata e robotizzata, senza sentimenti, senza amore, preda di pedofili e stupri e violenza, tutte cose che saranno legalizzate. 

Quindi, dopo aver seguito un po' anche questa linea di pensiero, perché io devo informarmi, comprendere e valutare, mi chiedo com'è possibile che una persona sana di mente o peggio, una persona fragile già per le sue difficoltà famigliari o personali (c'è gente malata di tumore o altro che muore, e non di covid ma sembra che solo di quello si muore adesso, trascurando tutto il resto che non viene curato), mi chiedo come si faccia a non cadere in una profonda angosciosa depressione, o peggiorarla. Da una parte ti terrorizzano, dall'altra pure. Se non ci caschi da una parte, ci caschi dall'altra. Come possiamo contrastare questo sistema se ci fanno vivere in questo stato mentale? Pare che covidiani e complottisti, seppur antagonisti, facciano di tutto per terrorizzarli e farci vivere nella schiavitù della paura. Per una donna già depressa di suo, la spinta verso l'orlo del precipizio a queste condizioni è praticamente matematicamente certa.

I gigolò non servono più. Sono inutili. Mummie lontane e inaccessibili, ologrammi che appartengono ad un'altra dimensione del pensiero. 

Ma io...ho il diritto di sentirmi depressa? Ora ci pensavo. 1) le cose che pensi a cui dai più energia sono quelle che poi realizzi nella vita. Pensare pensieri così tristi, orribili perciò me li attirerà, come ho sempre fatto. Non è successo così anche con Roy? Le mie peggiori paure, sono diventate realtà. Avevo paura che sarebbe finita male, per me. E così è stato. Se ho paura di un futuro da incubo e penso che mi vaccineranno a forza e inquineranno il mio corpo e morirò lasciando solo i miei cari...accadrà. Chi ha paura di morire e mette la mascherina e pensa " non voglio morire, non voglio morire" morirà. Quella è l'unica certezza, prima o poi avverrà. E nel frattempo se viviamo la vita avvelenando la col terrore della morte o di un probabile futuro... Quello di cui abbiamo paura si materializzerá. 

Nella Bibbia c'è scritto "non avere paura" 365 volte.

Come viveri se questo fosse il mio ultimo giorno? Butterei via il tempo sentendosi male per i miei pensieri? Se fossi certa che non mi restano altri giorni, cercherei di sfruttarlo meglio. Non lo so è difficile dirlo. Da piccoli ci hanno insegnato che quando siamo felici ci sgridano o ci cacciano perché facciamo casino, quando siamo tristi ci consolano e ci abbracciano. Abbiamo imparato ad essere tristi e depressi e arrabbiati per attirare l'attenzione, quindi. Funziona così coi bambini no? Male... Non aspettarsi attenzione è meglio. In età adulta a lungo andare chi è triste viene emarginato e chi è allegro viene accettato. Tutti i teoremi assimilati nell'infanzia, nell'inconscio vanno a farsi benedire e questo destabilizza parecchio. Però è così. Non sai mai se è giusto sentirsi in un modo e manifestarlo oppure no.

Comunque la depressione è una brutta bestia, difficile da combattere specie da soli. Ma io non voglio coinvolgere nessuno. Penso che le donne sono svantaggiate rispetto agli uomini perché nella vita attraversano diversi momenti di profondi cambiamenti fisici, mentali e ormonali, vere tempeste e quindi...durano anche anni. Ma che vitaccia... sentirsi così. Avere questa percezione di se stessi e della propria vita...un disastro totale. Che Dio ci aiuti, almeno lui. 

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