Si è ciò che si pubblica

Da dove nasce la gelosia (anche per un gigolò)

Prosegue la mia opera sadica e impietosa di introspezione, atta a spezzare le catene dell'auto sabotaggio. "Non puoi combattere e vincere un nemico che non conosci". Dell'aforisma saggio, non so di chi è ma controfirmo. Mi sono messa col bisturi in mano a sezionare ogni mio passato comportamento. Il comportamento è generato da una convinzione, da un'emozione e da un pensiero. O un mix incasinato ma logico del tutto. Allora io vi dico cosa penso e pensate se anche voi vi riconoscete in quello che dirò. Forse no, forse sono l'unica ma non credo. 

Com'è che una donna può diventare " gelosa" in ambito gigolò. 

Solo una donna stupida può cascare in questa trappola mentale oppure no? Io penso questo: c'era una volta una donna che si sentiva molto insicura di se stessa e della propria femminilità. Nessuno l'aveva mai corteggiata (tranne qualche individuo che lei teneva in poco conto), aveva vissuto un'infanzia di solitudine e un'adolescenza triste. Quando era una giovane donna sognava un amore o meglio una storia di passione travolgente ma attorno a lei, nella sua vita c'era sempre il solito piattume assoluto. Così era diventato un cuore triste.

La sua propensione all'isolamento non la aiutava. Aveva paura della cattiveria e della superficialità della gente che potevano ferirla. Così si creò un guscio fin da bambina in cui potersi sempre rifugiare nei momenti difficili, quando la realtà diventava troppo cruda e difficile da sopportare. Crescendo conobbe un uomo e si costruì una famiglia su basi un po' strane (non mi dilungò perché è personale).

Per anni visse una seconda infanzia con i suoi bambini, grazie a loro poteva intessere relazioni sociali, con altri genitori, allargare il suo cerchio e si sentiva felice. Aveva dimenticato o meglio accantonato tutte le pene passate. Ma un brutto giorno l'incantesimo si spezzò e lei svegliandosi si guardò allo specchio e non si riconobbe, e non riconobbe la sua vita. Che fine hanno fatto i miei sogni di un tempo? Si chiese....cominciò il suo periodo di crisi.

Crisi = cambiamento. Normale mi auguro nel corso della vita di chiunque. Siamo esseri in divenire, non statue di pietra. La donna dopo varie discutibili peripezie da "fuori di testa" finì sulla pagina web di alcuni gigolò. Incuriosita e intimorita studiò il sito e poi si fece coraggio e chiamò uno con un bel fisico ma senza volto (non era Roy), il quale rispose con voce da trans consumato sparando alla poveretta una tariffa oraria apparentemente piuttosto esosa.

Riagganciando delusa la donna decise mestamente che solo le riccone viziate potevano permettersi questa cosa, come un diamante da 24K o uno yacht a Portofino. Lei era solo una comune impiegata parte time. E poi...ma cosa pensava di fare ??? Così per un po' navigò in altre acque, ma la scintilla di quel pensiero e la curiosità era rimasta lì, a punzecchiarla di tanto in tanto. Finché un giorno di particolare disperazione scoprì Roy, che scriveva tutti quegli articoli che riaccendevano i suoi sogni. Parlava del suo lavoro, delle sue donne...

Vabbè non la faccio troppo lunga. Alla fine la donna trovò il coraggio sconsiderato di chiamare. All'inizio sondando il terreno, reduce da precedenti esperienze poco edificanti, poi fissando un incontro. Nei giorni successivi era così felice! Le sembrava di aver avuto una fetta della torta che spettava anche a lei di diritto, che spetta a tutte le donne. Era solo una fetta, a nessuna donna credo basti una sola fetta, poi ti piace e ne vuoi ancora. Ti fa sentire bene e ne vuoi ancora. Le tue papille gustative in estasi cantano e...ne vuoi un'altra fetta! Se non che per i motivi che esporrò, non ci fu mai più un'altra fetta. Tanto che la donna divenne ancora più triste di prima e si impose di scordarsi il sapore della torta.

Disse: non fa per me. Il destino crudele ha deciso così. In realtà il suo inconscio, le sue convinzioni limitanti e tutto il suo passato la stavano boicottando. Siamo noi i creatori del nostro destino. Nessun altro. La donna si era messa a frequentare il sito del gigolò perché voleva mantenere un collegamento e il ricordo nella mente per rivivere ogni giorno il sapore della torta che non poteva permettersi. In realtà all'epoca qualche fetta di torta se la sarebbe potuta permettere, con qualche piccolo sacrificio, ma non era quello il punto. La donna si accorse che provava qualcosa di simile alla gelosia. Gelosia perché altre donne si potevano permettere fette di torte a volontà e lei no. Questo pensava, magari nemmeno era così. Ma era caduta in un loop da visionaria.

Si accorse che la sua autostima, stando su quel sito calava in caduta verticale senza paracadute finché si schiantò al suolo come un uovo strapazzato. Ormai autostima come donna era meno di zero. Questo perché continuava a torturarsi paragonandosi ad altre, fantasmi virtuali che prendevano forma nella sua mente dai pochi o tanti spunti che trovava, che raccoglieva. Così capì che il confronto per lei era veleno, e che aveva ordine sin da quando era piccola. Poi era cresciuto con lei. Il confronto, quando perdi sempre ti uccide. Non dovresti mai mai dico mai lasciarti imbrigliare da questo tiranno. Porta con sé tutto il peggio che possa succedere mentalmente e spiritualmente ad un essere umano. Poco alla volta smetti anche di sorridere e diventi brutta come ti vedi. 

L'erba del vicino è sempre più verde è una santa verità, e se mia madre avrà voluto usare il confronto dicendomi che chiunque era meglio di me, esaltando sempre le qualità altrui e mai le mie, lo avrà fatto per spronarmi ad essere migliore. Ha ottenuto un cavallo zoppo che si sente inferiore a qualsiasi essere umano di questo pianta. E ne soffre, e cova rabbia e rancore per questo. Perché sulla base di questo si è costruito una vita molto al di sotto di come potrebbe o forse avrebbe potuto essere. 

Le nostre credenze ci possono rovinare, ricordate lo. Abbiate sempre le redini delle vostre emozioni. Io le mie le ho lasciate correre a briglia sciolta per anni su un blog che non meritava le mie esternazioni né nel bene né nel male. L'importante è fermarsi e farsi delle domande. Roy potrebbe dire che di torta ce n'è per tutti. Lui è un pasticciere che lavora senza sosta. Per la modica cifra di.... Tot a testa. 

Lui la da a tutte, la torta. A volte bruciata, o magari è ok... Troppo zuccherosa, acida o perfetta. È la donna che chiede la torta che vuole? Spesso la donna non sa cosa vuole, è indecisa oppure le viene brutto dirlo così, apertamente. E allora il buon gigolò decide lui che fetta allungare alla donna. A lui piace sperimentare, vedere se ha indovinato. Con vostra grandi gioia termino qui perché la batteria si sta scaricando e devo finire di lavorare. È stato un break meditativo. Volevo parlare di gelosia e ho finito per parlare di torte.

Alla fine in fondo non siamo gelose di Roy o di altre donne. In fondo che senso avrebbe? Siamo solo prigionieri e vittime della nostra insicurezza, della mancanza di autostima (totale ormai) e di tutti quei costrutti mentali che ci impediscono di essere e vivere la vita che ci meritiamo. Pensiamo anche di non maritarla! La vita ci da sempre quello che le chiediamo, consapevoli o no, nel bene e nel male. Se abbiamo delle paure ricorrenti si avverano, se non siamo sicuri di noi stessi non combineremo mai niente.

Quel che semini raccogli e piove sempre sul bagnato sono proverbi di cui da poco ho capito il significato. Buona serata

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