Si è ciò che si pubblica

Crisi, desiderio, gigolo, sesso e rinascita. Appunti di viaggio

Qualche anno fa chattavo con sconosciuti, provavo la mia capacità di flirtare, una cosa che si fa a 15 anni normalmente ma che io non ho mai fatto. Provavo la mia capacità di seduzione consapevole, cosa che non ho mai fatto in tutta la mia vita. Mai, nemmeno una volta mi sono messa in gioco per sedurre un uomo.Credo di aver riscosso un discreto successo, ma tra chi? Tra uomini allupati ai quali qualsiasi buco avessero trovato sarebbe andato bene. 

Magari la vedo così perché sono abituata a non darmi valore. Non do mai alle mie vittorie nemmeno un decimo dell'importanza che do ai miei fallimenti. Per questo mi ritengo una fallita che se non cambia il suo modo di pensare e di guardare a se stessa, non raggiungerà mai nessun obiettivo ma resterà impantanata nella sua palude.

Ho mandato a perfetti sconosciuti foto delle mie tette e di altre parti del mio corpo, ho fatto mini filmatini porno di autoerotismo. Tutto per ricevere conferme che ero una donna normale che poteva suscitare delle reazioni in un uomo e la cui sessualità poteva ancora venire apprezzata. Non avevo mai avuto questi feedback, nè a scuola, né al lavoro, né nelle poche occasioni di tempo libero. Solo uomini che non avrei mai scelto mi segnavano si qualche occhiata. Il mio attuale compagno e amico è stato l'unico in una vita che miracolosamente si sia interessato a me come donna. Ho pensato che fosse un alieno e che avesse qualcosa di strano perché come poteva avermi vista sotto quell'aspetto?

Quando ho iniziato il mio periodo di crisi era già in atto una crisi di coppia da tempo. Una crisi sotto le lenzuola, non dichiarata, in cui non funzionava più niente. Fagocitati dal turbine del lavoro e delle responsabilità di genitori, non eravamo più una coppia ma una famiglia. Una mamma e un papà e non una donna e un uomo. Non avevamo più tempo per noi e le cose senza che me ne accorgersi, assorbita com'ero dal fare la mamma lavoratrice, sono cambiate. Una mattina anni dopo mi sono svegliata e accanto a me non riconosceva la persona che russava della grande.

Guardandomi allo specchio non mi riconoscevo. Nella mia mente hanno cominciato a vorticare pensieri di disperazione e di fuga quando ho realizzato la realtà del nostro rapporto.Lui aveva iniziato progressivamente ad avere problemi, di ansia, di mancanza di erezione, di chiusura nella comunicazione e allontanamento emotivo. Lui era in crisi per motivi suoi e forse legati anche a noi, io ero in crisi.. Non ne abbiamo mai parlato fingendo a livello superficiale che tutto andasse normalmente come il solito e abbiamo continuato a condurre la nostra vita ma ormai era una recita per salvare l'apparenza, per tenere in piedi un fragile castello di carta e non perdere tutto. Perdere la famiglia sarebbe stata la fine.

Non potevamo affrontare problemi spinosi e fare emergere la realtà della crisi distruttiva e terrificante a livello psicologico ed emotivo che stavamo vivendo. Io almeno. Così di nascosto mi sono costruita una vita onirica parallela, una vita virtuale da donna che cercava uomini, sesso, attenzioni, calore, carezze, orgasmi e parole profonde...accanto alla irreprensibile e affidabile e responsabile mamma, moglie, figlia, lavoratrice. Una maschera. La mia vera vita era quella in chat per il resto continuavo a mantenere il segreto indossando la maschera della vita di superficie che dovevo mostrare al mondo. Come questa cosa si sia ripercossa sulla mia mente e sulle mie emozioni non so spiegare. È stato uno tsunami. Ho affrontato lunghi anni di psicoterapia.

Ho cercato disperatamente di aggrapparsi mentalmente a qualsiasi scintilla di interesse o passione trovassi per qualcosa in cui mi imbattevo. Il cinema, la scrittura, il burlesque. Tante cose che ho iniziato e piantato lì. Erano tanti salvagenti per non affogare. Poi ho scoperto i gigolò e ho provato. Le cose virtuali, le chat spinte non mi bastavano più. Avevo bisogno di presenza fisica e contatto. Però avevo una fifa  nera.  La prima volta ero nervosissima. Sono stata abbastanza fortunata perché incontrare uno sconosciuto e affidarsi non era da me. Era la disperazione a guidarmi.

È stata un'esperienza strana che però mi ha aperto le porte su questo mondo. Poi è arrivato Roy. Prima di lui una esperienza che mi stava inducendo a mollare tutto. Sono passati mesi ma ormai gli ormoni si erano svegliati e bussavano irrequieti. Ho detto "ok se proprio diamoci un'ultima possibilità" anche perché non sono ricca e non posso permettermi questi "svaghi". Non credo nemmeno tanto che sia giusto. Gli insegnamenti che ho ricevuto sono contrari a tutto ciò e generano sensi di colpa. 

Così ho imparato che uscire una volta con un gigolo non serve, che non puoi costruirci una relazione nemmeno basata sul sesso e sull'amicizia. Che non può esseri vicino quando ne avresti bisogno, perché lavora, ha altre clienti e non va disturbato. Che non ti sta ad ascoltare e non ti da consigli. Nessuno può aiutarti. Sei e rimani sola con te stessa. Un gigolò non farà mai il primo passo chiedendo ti come stai. Devi cercarlo tu ed essere specifica in quello che vuoi da lui. Essendo un servizio a tempo, non so se possa essere un rafforzativo o no. Come per tutto ci vorrebbe la ripetizione. 

La ripetizione crea nella mente nuovi collegamenti sinaptici tra neuroni e nuove convinzioni. Forse guardandosi allo specchio una donna potrebbe vedersi diversa. Ho scoperto che insicurezza e scarsa autostima in un settore della vita genera a catena un'estensione anche ad altri settori finché alla fine ti senti una merda inutile e incapace in tutto. Credo sia possibile anche il contrario. Questa è l'utilità e la missione del gigolò: aiutare le persone a tirare fuori l'energia, l'entusiasmo, il meglio di se stesse in tutto, perché lui può riuscire meglio di altri? Perché ci mette la mente ma anche il corpo, come prova e segno tangibile, come dimostrazione fisica sensoriale. Noi non siamo solo, corpo, spirito o mente. Siamo un'unità unica corpo/spirito/mente che lavora in sinergia.

Ora percorrono strade diverse. I miei passi sono incerti. Se non trovo fiducia in me stessa fallirò, è inevitabile. Spesso sono bloccata nella,azione ma continuo a spendere soldi. Ci vuole pazienza, perseveranza. Ci vorrebbe passione. Uno scopo, un obiettivo. Solo che i miei sono molteplici e piuttosto confusi. Non riesco più a vedere di fronte a me con chiarezza un mio perché. Perché devo impegnarsi, perché devo crederci perché devo impegnarsi. Non ho più un perché forte abbastanza tra tutti quelli che ho valutato. 

Ho scritto una cosa lunghissima stamattina. Comincio ad essere grata di tutto, ad iniziare da questa giornata che ho davanti, e poi si vedrà.

Buon weekend.

E tu cosa ne pensi di questo post?
Contattami ora
Se ci stai pensando... hai già deciso
 
Contattami ora
Se ci stai pensando... hai già deciso
 
ATTENZIONE - Se non ricevi una risposta entro 12 ore probabilmente hai scritto la tua email in modo errato, ricontattami subito. Grazie Roy
roy contactNon ricevo, ma con preavviso possiamo incontrarci al tuo domicilio o presso il tuo hotel con la massima riservatezza.

Chiamami, ti darò tutte le informazioni e valuteremo insieme le tue fantasie e desideri.