Si è ciò che si pubblica

Caro amico (gigolò) ti scrivo...

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po' E siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Sarò nostalgica ma rimpiango le care vecchie lettere scritte a mano con l'inchiostro. L'odore della carta, la sua consistenza.
La busta col francobollo. Io avevo iniziato a collezionare francobolli. Ma ora, con tutta questa tecnologia, queste mail.

Questi social....e meno male che c'è la tecnologia, a salvarci un po' in questi tempi di segregazione domestica. Però... le care vecchie lettere da conservare nascoste in fondo ad un cassetto, erano molto più ricche di poesia.
Alla fine spero che ne usciremo tutti sani ed integri. Questo è stato il mio pensiero successivo alla considerazione che tutti stiamo facendoci (e presumibilmente ci faremo) qualche mese agli arresti domiciliari senza aver commesso alcun reato.

E, ironia della sorte, mentre molti trascorrono le giornate a consolarsi mangiando o a preoccuparsi giustamente per il lavoro che manca, io ed altri impazziamo e ci facciamo venire l'ansia con l'home working, organizzato in fretta e furia e in emergenza, se si può usare il verbo organizzare.

E chi ne paga le conseguenze? Noi bassa manovalanza messi sotto pressione a lavorare a cottimo perché comunque dobbiamo garantire il risultato. In mezzo a sistemi operativi in rodaggio e disposizioni organizzative traballanti... Però in qualche modo sopravviveremo. Non so come. Prima o poi usciremo nuovamente di casa. Non so quando. Mesi? Anni? A questo punto non voglio fare previsioni. Speravo prima, ma nessuno più si arrischia a fare previsioni.
Così scrivo. Ho davanti due giorni di non lavoro, due giorni di pace e tiro un sospiro di sollievo. Questa è vita.

Nessuno che ti alita sul collo. Basta telefonate a raffica. Basta urgenze, basta correre, affannarsi, strapparsi i capelli disperata perché non mi salva il file, perché le credenziali non sono abilitate per il nuovo programma, perchè le istruzioni operative sono confuse, contraddittorie e non si capisce niente. Se la mente va in sovraccarico poi si rischia il corto circuito con conseguenze black out. Ma dobbiamo resistere. Sentirsi annaspare ai tempi del coronavirus. Questo è quanto.

E allora? E allora volevo sapere voi come state e come vivete questo periodo?

Caro Roy, sei riuscito a tornare nelle Marche? Hai finito di imbiancare? Cosa fai tutto il giorno? Ma si...chissà quante donnine e quante amiche ti chiameranno...telefono bollente? Fai fitness casalingo? Mi raccomando, non vorrai ripresentati alle tue affezionate fedelissime con la pancetta e i glutei flaccidi. Ci vuole poco a perdere massa magra, specialmente dopo una certa età!

Ti si potrebbe atrofizzate anche .... se non lo usi. Poi ti si spegne anche l'istinto, te lo dico io che lo so. Non smettere di giocare al telefono con le tue clienti/amiche. Tieni viva l'immaginazione anche in questi periodi difficili. Tanta gente non sta lavorando e non guadagna. Ne conosco... Siamo in guerra. Una guerra a livello mondiale che non abbiamo mai combattuto. Una guerra diversa da tutte le altre, a cui non eravamo preparati. Una guerra contro un microscopico visus invisibile.

Un nemico visibile puoi combatterlo nella maniera classica ma un nemico invisibile come lo batti? Restando a casa, facendo sacrifici. Forse sarà un periodo da cui nasceranno idee sbalorditive. Le difficoltà Aguzzano ingegno e creatività in chi non si abbatte. L'importante è preservare la salute. Il tempo passa, e poi vedremo. Molte cose cambieranno. Per alcuni in meglio per altri in peggio. Ma noi abbiamo dentro una scintilla divina e se vogliamo possiamo fare miracoli. Dipende da come decidiamo di affrontare i problemi e dal significato che vogliamo dare alla realtà esterna.

Caro Roberto, ti spero nel tuo abbaino da scapolo, sopra la casa di mamma, in quel di Matelica. Sperduto paese ruspante in mezzo alle campagna marchigiane. Immerso nella natura. Come ti invidio Roberto. Ma perché non hai voluto fare il contadino, mungere le vacche alle 5 del mattino, raccogliere le uova nel pollaio, concimare la tua terra? Annaffiare i tuoi cocomeri?

Perché hai voluto abbandonare il paradiso per venire in città caotiche e disumane, piene di smog, piene di traffico e di gente schizzata che corre? Tu sei matto... Ripensarci Roberto, sei sempre in tempo. Così se decidi di rinsavire e cambiar vita, se passo nelle Marche puoi sempre regalarmi qualche zucchina e un cespo di lattuga del tuo orticello. E io ti ringrazierà con un sorriso.

Tanti saluti Roberto. Stai in campana e metti la mascherina. Manu

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