Si è ciò che si pubblica

Come dev'essere una donna per uscire con un gigolo ed essere felice

Oggi ho incontrato un'amica. L' amica che pensavo troppo presa dalla propria storia e dai propri problemi, per ascoltare i miei. Pensavo di glissare. Che avrei ascoltato e basta. Ci vediamo due volte l'anno pur abitando a 7 minuti di automobile. Ma ognuna ha la sua vita e i suoi impegni. È l'amica a cui ho regalato il libro di Roy. E lei, devo dire, ha capito la dinamica "gigolò" alla perfezione, pur non frequentandoli.

Pensavo che non riuscisse a capirmi davvero nemmeno lei, tra l'altro con lei ho maggiori difficoltà ad esprimermi perché le devo parlare di persona anziché scrivere. Scrivere è più impersonale, permette di mantenere una distanza di sicurezza e di non far trasparire emozioni che non vuoi mostrare. Cercando di spiegarmi, tartagliavo e non riuscivo a trovare i termini giusti...quando cerco di esprimere un concetto a parole assomiglio a una balbuziente con l'Alzheimer (senza voler sembrare irrispettosa o offensiva verso chi soffre di queste terribili malattie ... per carità!).

Per quello non parlo ma preferisco scrivere. Le emozioni mi tolgono il dono della parola. Ma le dita funzionano, come potete vedere. La mia amica mi ha raccontato un po' di lei, tutte le novità da quando ci eravamo viste a ferragosto. E ce n'è da raccontare dopo tutto questo tempo ! Mi piace incontrare vecchie amiche che non vedo da un po': è stimolante perché abbiamo tanto da raccontarci nel rivederci, nel ritrovarci. E ci si trova cambiate: più grasse, più magre, un nuovo colore di capelli, un nuovo taglio, un nuovo look...

Una nuova propensione d'animo...ci si trova preoccupate, tristi o felici e ci si racconta il perché. Le ore passano e ci arricchiscono aprendo il cuore, preparando il terreno a confidenze reciproche. Mi racconta di lei, del suo nuovo compagno, dell'ex marito, dell'ex compagno, del figlio adolescente, della sorella... poi mi chiede di me. Parlo prima della famiglia, dei ragazzi...poi mi chiede di mio marito. "Bene...tranquillo..."E il sesso? Deglutisco. Il cerchio si sta chiedendo su ciò che volevo evitare. Lei sa.

Ammetto con difficoltà che non ci sono miglioramenti, anzi... "Però solo per quello" annaspo "tutto il resto è ok, va benissimo" mi affretto a precisare convinta. Lei mi guarda e storce il naso. Mi chiede di eventuali altri uomini. Nego con convinzione Dico che non ne voglio più sapere, ma so nel profondo di me stessa che sto mentendo. È un atteggiamento di testardo rifiuto come quando i bambini di fronte a un no o ad una sgridata mettono giù il muso, scappano in un angolo, diventano ombrosi e taciturni. Mi chiede com'è il desiderio. Cerco di spiegarle come funziona ora per me. Cosa penso, cosa temo, le mie paure, quello che mi da fastidio, quello che vorrei e quello che invece non voglio perdere. Alla mia età e nella mia situazione un amante sarebbe forse bellissimo, intenso, mi darebbe lo scossone e quella iniezione di vita, sicurezza ed entusiasmo di cui ho bisogno, ma sarebbe destabilizzante, ingestibile, problematico e pericolosissimo. Mi chiede di te, Roy. Si ricorda di te e di tutta la storia. E poi ha letto il libro.

Le dico che non posso uscire con un gigolò, che soffro i confronti con le altre clienti, che li sento nella mia testa. L'ho capito analizzandomi strada facendo. L'ho capito rivivendo il passato. L'ho capito grazie all'esperienza nel mondo dei gigolò e delle loro clienti. Ci ho bazzicato per anni. Ho visto cose che voi umani.... Lasciamo stare. Ho visto e ho elaborato. Mi dice che mi sottovaluto, che l'ho sempre fatto. Le rispondo che forse ha ragione, ma io sono così, sono molto intransigente con me stessa, molto.

Chiunque altro ai miei occhi è migliore di me per qualcosa e io mi guardo e verso me stessa sono ipercritica. Non me ne perdono nessuna, non me ne lasciò scappare nessuna. Glielo dico ad alta voce e quasi stento a crederci. Come ci sono riuscita? Lei mi da la sua versione: "se hai bisogno di provare piacere, di fare sesso come si deve e vuoi uscire con questi uomini pagando, non devi farti tutti questi scrupoli, devi pensare al tuo piacere e te ne devi fregare se a lui piace più un'altra, se per fare sesso con te gli basti tu o deve guardarsi un porno, cosa pensa, cosa preferisce, cosa prova. Tu devi pensare solo a te stessa. Lui è lì per fare il suo lavoro e tu lo paghi per questo.

L'importante è che lo faccia bene. Fregatene se vedi poi che altre clienti fanno le civette con lui o le smielate e lui ci sta. Tanto sono come te, anche loro devono pagare esattamente come te. Non sono in una posizione migliore. (arriccio il sopracciglio...non sono proprio così d'accordo...) Quindi cosa ti importa? Fregatene. E inoltre mentre sei con lui non farti prendere da questi loop paranoici di pensare...chissà se fa così con le altre, con me fa così e con le altre fa altre cose... questi uomini se hanno avuto migliaia di donne ormai una donna la inquadrano al volo: con la panterona assatanata si comporteranno in un modo, con la vergine stoccafisso timidona in un altro. Con quella che vuole le coccole romantiche in un altro. È il loro lavoro capire le esigenze di una donna e assecondarla."

Resto in una sorta di silenzio meditativo. Le rispondo che è vero ha ragione. Mi dice che se mi faccio tremila paranoie non posso pensare di provare piacere ma mi si formerà una specie di blocco. Le dico che ormai ho paura che sia così e che ho paura succeda con qualunque uomo come un automatismo cronico. Lei mi dice che non posso esserne sicura. " Dovresti provare e toglierti il dubbio, prima di decidere di rinunciare e farti crescere le ragnatele. È così con tuo marito. Ma è quasi normale dopo trent'anni di matrimonio (esagerata!). La quotidianità uccide la passione, la novità la stimola. Senza parlare dei problemi che avete. Lui cerca di evitare il problema invece di affrontarlo, quindi cercati quello che ti manca da un'altra parte!"

Solito cliché. Le prometto che ci penserò. Che quello che mi ha detto è giusto ma io non me la sento di uscire di nuovo con un gigolò finché non riuscirò a sconfiggere i miei demoni e ad acquisire la giusta forma mentale. Anche se dubito di riuscirci. Ho sempre pensato che nel sesso non sempre l'amore debba essere condiviso... che se succede è raro e bellissimo. Ma almeno il piacere ..quello sì. Se no che senso ha? Ma quando c'è uno scambio di denaro tutto cambia: si vende il proprio corpo in cambio di soldi, non di piacere. L'attrazione non c'è, non è necessaria per chi vende.

Lei mi ammonisce: quanti anni sono passati? "Non lasciar passare un altro anno, altri tre anni...".Vedremo. Tornando a casa penso che voglio scrivere un articolo raccontando questa giornata. Raccontando come dev'essere una donna per uscire con un gigolò ed essere felice. Sono cose giá dette fino alla nausea, trite e ritrite. Ma meglio ripeterle dato che apparentemente a molte donne non entrano in testa. La donna deve essere prima di tutto un po' egoista. Sta comprando un servizio, deve evitare di preoccuparsi dei pensieri e delle emozioni, preferenze, gusti e giudizi di chi eroga il servizio. Le deve bastare che il servizio sia soddisfacente per lei che paga. E tutto finisce lì. Brutale, ma vero. Le donne che si fanno le pippe non saranno felici. Le donne che cercano la salvezza miracolosa non saranno felici.

Prima devi risolverti i tuoi problemi, poi esci con un gigolò, se vuoi. Non puoi pretendere che li risolva lui, non è il Salvatore. Io non lo so se riuscirò a risolvere i miei. Mi perseguitano dalla nascita. Li ho stampati nel DNA. Lei mi ha chiesto " non riesci a cambiare?" Io ho risposto che non lo so, che è difficile, che io sono fatta così. Ho provato tante volte. Lei mi dice che il passato è passato, perché sono ancora prigioniera del passato? Ora è diverso. Non lo so se è diverso. Sono diversa? Non ci penso e va tutto bene. Se ci penso...non so. È come un flashback improvviso a colori vivaci.

Se voi avete trovato la vostra giusta dimensione nel rapporto con il vostro gigolò, se vi fa bene continuare, bene. Siete clienti felici, non problematiche e lamentose, come pensano alcuni...che tutte le clienti sono problematiche. Chi lo dice è una persona ignorante. Se non l'avete trovata, la vostra dimensione...vi suggerisco di fermarvi a riflettere, come sto facendo io. Mesi, anni, decenni...non ha importanza. Non siate frettolose, potreste causare un danno a voi stesse peggiorando le cose. Se e quando avrete capito dentro di voi di aver raggiunto la giusta dimensione mentale... andate e buona fortuna.

Vi auguro di essere clienti felici.

Manu

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