Si è ciò che si pubblica

Vita spensierata di un gigolò

Il titolo di questo post non c'entra niente col post. In realtà potrebbe chiamarsi "post confessione" oppure "riflessioni serali" ma non so. È una specie di lettera a Roy dove però l'interlocutore non è uno che risponde, perché tanto in effetti non risponde mai, è piuttosto un discorso con me stessa, un discorso introspettivo. Parto? Mamma mia... Mi faccio paura da sola... Ok. Vado.

Caro Roy,
stavo stirando oggi e pensavo...perché quando faccio una cosa noiosa come stirare il mio cervello vaga, non ce la fa a stare incollato lì all'asse da stiro. Mi basta impegnarci mezzo neurone, gli altri viaggiano liberi in dimensioni parallele, attraversano le nebbie del tempo, passato, presente e futuro, nuotano liberi in possibili o impossibili scenari alternativi, realtà parallele. Si fanno domande, si danno risposte...sentissi quanto chiacchierano! Però mi tengono compagnia. Chissà se anche i tuoi neuroni fanno tutto questo casino o se sono silenziosi come te.

Lo sai Roy perché non esco mai la seconda volta con un uomo, con un gigolo ? Bella domanda... La risposta più facile è: perché non ti sei trovata bene. Sbagliato. Qualche volta è successo ma solo qualche volta. Non hai soldi! Beh...se così fosse non sarei mai uscita con un gigolò, oppure non ne avrei cercati altri. Sarei uscita con lo stesso. Ti piace cambiare perché ti annoi: no, al contrario sono "fedele" (che stronzata eh?) nel senso che se sto bene con qualcuno poi mi affeziono e non avrebbe senso cambiare rischiando.

Se hai la fortuna di trovare un certo grado di feeling perché cambiare? Non lo so...qualsiasi possibile risposta mi lascia poco convinta. Nel tuo caso è stato il tuo rifiuto a rivedermi a mettere la parola fine. Credo che quel giorno la pressione mi sia salita a 260... Pensò di aver rischiato l'ictus. Mi è successo almeno due volte sul tuo blog, al telefono con te, in chat con te...anzi forse anche una decina di volte, adesso che ci penso. Però appellarsi a quel rifiuto è una scusa, i soldi sono una scusa... Tutte sono scuse.

Mi viene in mente il libro che hai scritto con il dr Pedrazzi, dove Antonella, una tua cliente, si racconta: dice che la prima volta hai voluto impressionarla, sei stato incredibile...poi ha voluto richiamarti una seconda volta e non è più stato così, ha capito che c'era qualcosa di diverso, non eri più lo stesso. Forse avevi perso interesse, non c'era più l'adrenalina della novità, chi lo sa. Quel passaggio mi ha fatta riflettere. Tu stesso dici sempre che sei attratto dalla novità, che rivedere vecchie clienti ti annoia...

Poi leggo commenti di Lulu e Mimì, che sono uscite con te e sei stato travolgente e loro sono iper felici... Sorrido, sono contenta per Mimì e Lulu e anche per te, però mi accorgo che io sono triste. C'è una leggera sensazione di sconfitta dentro di me. Non esco mai con lo stesso gigolò una seconda volta perché ho paura: ho paura che sarà come per Antonella, capirò di non essere più interessante e stimolante, di essere diventata banale e noiosa. Ho paura di essere stata una delusione, di non aver lasciato nessun segno. Ho paura di essermi bruciata l'unica possibilità giocandomi la carta della "novità" e di non aver più carte nel mazzo per stupire o rendermi di nuovo interessante. Per suscitare ancora una risposta positiva e un incontro memorabile.

Perciò mi gioco solo una carta, con alcuni...pochi pochissimi. Non mi interessa uscire con persone che non mi trasmettono niente di particolare. Non amo rischiare a casaccio. Mi piacerebbe sapere da te, che incontri tante donne, se questa mia riflessione abbia in senso. Non è un problema, non mi strappo i capelli dalla disperazione però vorrei capire me stessa, perché ho questa sensazione, dopo, di essere ormai una cosa passata, dimenticata. Mi sento come qualcosa che appartiene al passato, impolverato in un angolo buio. Il passato rimane qualcosa di sbiadito, e coloro che lo popolano sono fantasmi senza voce e senza volto, sempre più sbiaditi ogni giorno che passa, mentre la vita va avanti: nuove esaltanti scoperte piene di esuberante adrenalina ti corrono incontro, ogni giorno.

Il futuro si spalanca radioso ogni mattina per te e per i tuoi colleghi, conoscete un sacco di donne, di persone. Io conosco pochissime persone, sempre le solite. Gli auguri di buon compleanno me li fanno i soliti 4 gatti, e ogni tanto qualcuno si dimentica. Ogni tanto perdo qualcuno per strada che non viene rimpiazzato. Voi gigolò siete maestri nel rimpiazzare le persone, lo fate continuamente. Mi chiedo se ho lasciato qualcosa nella vita delle persone che ho incontrato, non lo so. Penso a tutte le persone che hanno lasciato un segno nella mia.

Alle persone che non ci sono più e mi viene un groppo in gola. Si può essere soli anche così, con questi pensieri nella testa. Allora mi metto a pensare alle persone che ci sono e per le quali significo qualcosa, e sto subito meglio. Non sento più freddo dentro. Il weekend è finito. Domani si ricomincia...meno male da un lato, essere occupata mi evita di pensare.

Ciao

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