Si è ciò che si pubblica

Memorie di ieri e di oggi. Impressioni. Flashback di emozioni nel blog di un gigolò

Mi ricordo che una volta con delle amiche andai ad un concerto di un gruppo che...ero cotta del cantante, una di quelle cotte da adolescente senza speranza. Aspettammo sotto il sole dietro alle transenne dalla mattina alla sera, senza mangiare, senza bere (se no devi fare pipì e ti fregano il posto..) poi sono entrata, una corsa perdifiato ed ero in pole position sotto al palco. Iniziò il concerto e io riuscii a malapena ad avere la visione quasi irreale di lui, vestito di rosso, in carne ed ossa di fronte a me non sembrava vero. Poi la folla mi spinse all'indietro sollevandomi da terra. Avete presente la forza dirompente di una mandria di buoi, o di persone che spingono? È una forza pazzesca, non puoi difenderti nè opporre resistenza. È inutile.

Mi ritrovai in fondo allo stadio per tutto il resto del concerto e non vidi nulla. Solo delle figurine lontane.Ho rivissuto la stessa esperienza anni dopo, seguendo alla prima di un film degli attori che io e altre amiche... eravamo piuttosto prese, ecco. Anche lì partiamo in aereo per Berlino. La mattina alle cinque eravamo davanti al cinema. Avete idea di quanto fa freddo a novembre a Berlino? Stessa storia: picchettare il posto conquistato a costo della vita. Niente mangiare né bere. Le dita congelate aggrappate alla transenna per ore, fino a sera. Arrivano gli ospiti speciali ed entrano, tutti in abito da sera, e io già mi sento una povera sfigata, una barbona...c'è chi si è accampata dalla sera prima e ha dormito li sui cartoni per terra, proprio come i barboni.

Poi all'improvviso la sicurezza tedesca apre un passaggio e fa entrare un gruppo di ragazze festanti. Tedesche. Da dove arrivano queste, belle fresche, che passano davanti a noi dopo le ore di sacrificio e sofferenza e ci soffiano il posto? Anche lì sento la folla spingermi a destra e a sinistra, penso spaventata che se mi fanno cadere e mi calpestano tanti saluti. Mi aggrappo alle transenne ma quasi mi sollevano e mi strappano via. I nostri idoli arrivano ma non riusciamo a vedere che un ciuffo di capelli. Baraonda, urla, pianti...poi spariscono e tutto finisce. E io mi sono fatta un viaggio cosi, ho speso i soldi dell'aereo e ho sofferto e sperato per questo? Volevo almeno portarmi a casa una foto, un autografo...nemmeno li ho visti! Mi hanno ributtata indietro, nel mucchio delle invisibili un'altra volta.

La delusione cocente e la rabbia bruciano come le lacrime che scendono per ore. Sul blog l'esperienza è stata la stessa. Ho avuto un flashback tremendo, così incredibilmente reale...Mi sono sentita nello stesso modo. Spinta via, tra le retrovie, nel buio di chi viene dimenticato, di chi non si è distinto, di chi ha fallito. La tua sessualità... Chi se ne frega. Non vali nulla. Non conti nulla. Le altre stanno davanti. Non tutte ma c'è chi, facendo la gatta morta, postando cuoricini è capace di farsi vedere e ricordare. Loro contano. Sono nel posto migliore, davanti, sotto il palco. Io no. Posso sbracciarmi urlare, arrabbiarmi fare quello che mi pare ma non vengo vista né considerata. Questa è la sensazione forte rivissuta in questo blog in diverse occasioni. Che non sto a riprendere perché... Tanto è inutile.

Perché racconto questo? Per cercare di capire e di farmi capire. Per scoprire se c'è un senso logico in tutto questo. 

Chi lo sa ..la mente umana è un mistero.

Manu

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