Si è ciò che si pubblica
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A proposito di maleducazione e violenza sui social...

Ecco come i social ti cambiano la chimica del cervello. E non sono social solo i più noti, facebook, istagram, twitter e via dicendo. Anche i blog di qualsiasi genere è un social. Persino YouTube. Persino questo blog, o il gigolò social cloud. Poi la gente si chiede perché tutti questi insulti, questa violenza. Perché la gente va sui social, cambia, rovescia lì le sue frustrazioni, diventa violenta, scrive cose con una cattiveria che mai userebbe normalmente in un qualsiasi altro contesto sociale. 

Superficialmente, diamo una spiegazione a caso: è frustrato, è depresso, è geloso, invidioso, ecc... Ma la realtà è molto MOLTO più preoccupante. I social, passarci del tempo, produce dopamina a livello cerebrale. La dopamina è un ormone del piacere, che gratifica. Sia che siamo vittime sia che siamo carnefici. Perché tanto in fondo, vestiamo i panni di entrambi, ora uno ora l'altro. Prima o poi le vittime hanno la loro occasione di trasformarsi in carnefice e viceversa. 

Anche chi cerca di stare al di sopra delle parti, di essere obiettivo, disinteressato, equilibrato e saggio scivolerà prima o poi, volente o nolente, rimanendo impigliato nella rete. Basta esprimersi. Basta entrare in qualche modo ed esprimere un'opinione o un concetto, per entrare nel gioco perverso e ritrovarsi ad incarnare qualcuno in cui non ti riconosci. Magari qualcuno che ti fa male, e che fa del male. Che si divincola. 

I ritmi veloci non ti danno il tempo di pensare. Sono impulsi elettronici che colpiscono il cervello. Stiamo modificando la società a livello globale. Il livello di attenzione che un essere umano può mantenere, ora che è un essere bombardato dai social, è inferiore a pochi secondi. Confondiamo la realtà con ciò che realtà non è. Vediamo quello che vogliono farci vedere, crediamo quello che vogliono farci credere. Quale miglior modo di controllarli può esserci, di quello che ci riprogramma il cervello? Senza che ce ne rendiamo conto poi...

Vedete quello che succede grazie ai social? Pensavo una volta che il pericolo fosse solo per bambini e adolescenti. Menti ingenue e manipolabili... Facili prede di pedofili del web e altri orchi travestiti da pecore...ma non è così. Pensavo...io sono forte, sono intelligente, sono una persona adulta e so difendermi. So riconoscere le trappole e i canti delle sirene. Invece non è così. Ci sono tante insidie nascoste, più di quante ne immaginiamo. Entrano la dove le persone sono più fragili per minare le loro sicurezze, la loro autostima, la loro capacità di dare il giusto peso e la giusta importanza alle cose. 

Ho lasciato facebook e mi sono trovata impantanata qui, credendo che fosse diverso. Non lo è. Ora so che in questo mondo virtuale nessun luogo è sicuro. L'unico antidoto, l'unica possibilità di salvarsi è tenersi alla larga il più possibile. Non possiamo escludere tutto, saremmo degli eremiti, degli analfabeti esclusi dalla società come lo sono purtroppo molti anziani che non riescono a uniformarsi e ad usare la tecnologia. Probabilmente questo è il futuro a cui andiamo incontro e sarà sempre peggio. 

L'ex vice presidente di facebook ha rilasciato un'intervista in cui spiega queste cose, di come lui stesso sia rimasto vittima della sua creazione, di come attraverso di essa abbia distrutto le sue relazioni sociali, di come da sette anni non usa più i social e ha cercato di convincere suo figlio a non usarli. "Sapevamo, ma non ci aspettavamo implicazioni del genere" ha dichiarato. Ha detto "mi sento colpevole, ma non ho soluzioni adesso". L'astinenza è l'unica soluzione, in questa cosa come in altre purtroppo... 

Quindi non mi faccio più vedere perché ho capito, ho messo al suo posto l'ultima tesserina del puzzle. I social sono i veri subdoli veleni moderni. Meglio, se proprio siamo obbligati o ne sentiamo il bisogno, prenderli col contagocce.

Manu

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