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Giornata mondiale della violenza sulle donne: 25 novembre 2018

Qualche giorno fa si è celebrata la giornata contro la violenza sulle donne, e io nemmeno lo sapevo. Non che faccia molta importanza, il fatto che lo sapessi o no. Secondo me è una stronzata. Queste celebrazioni sono stronzate. Mettono il focus su un problema, per un giorno, ma poi il giorno dopo la gente dimentica e tutto resta come prima. Le istituzioni non fanno nulla, chi non è toccato dal problema si mostra indignato ma dentro di sé fa spallucce e se ne frega. Così, tanto, le violenze di ogni genere contro donne di ogni età continuano. Non cambia niente. Sensibilizzare la gente? Ma la gente è insensibile, coltiva il proprio orticello e guarda lo sconosciuto come un potenziale nemico. Specialmente in un paese come l'Italia, dove ognuno pensa per sé e a posto lui, a posto tutti. In Italia non si fanno grandi battaglie, non si vincono le grandi battaglie, perché le grandi battaglie richiedono coesione sociale e sacrifici personali e qui nessuno è disposto a sacrificare nulla, nemmeno un centesimo. Nessuno vuole rischiare di vedersi portar via i propri privilegi, seppur minimi, nemmeno in visione di un beneficio più grande. Siamo divisi. Anche le donne lo sono. Misere e grette pensano a sé stesse, al proprio piacere, al proprio tornaconto...alla faccia della tanto decantata sorellanza. 


Questa giornata spinge le donne e chi sa e tace a parlare, a denunciare le violenze e gli abusi. 

Ebbene, voglio dire la mia e non tacere. Come sempre. 

La cosa che davvero mi irrita, e l'ho sempre detto, è la seguente: viene sempre denunciata e riconosciuta la violenza fisica sulle donne, il livido, le cinghiate. Sono cose davvero terribili e sconvolgenti, non voglio assolutamente minimizzare. Però la violenza psicologica e verbale, quella sottile e spietata forma di violenza che ferisce nel profondo dell'anima, distrugge l'autostima e la volontà, e la vita stessa... non si vede. Ancora più subdola della violenza fisica, riconoscibile e biasimata con orrore per i segni che lascia e che sono ben visibili sul corpo della vittima, questa secondo e non meno terribile forma di violenza non si vede esternamente, non segna la superficie della pelle ma la profondità dell'anima come mille coltelli. Quante sono le vittime silenziose? Molte di più. Donne umiliate, insultate, con frasi, parole e comportamenti che tolgono loro la dignità. E il mondo là fuori continua frenetico la sua corsa e non si accorge di niente. Fino a quando talvolta è troppo tardi. Allora stupito si ferma per un attimo e si interroga sbalordito, senza trovare risposta. Le vittime di questa violenza mentale sotterranea e subdola vengono frettolosamente etichettate come pazze esaurite. Così il mondo si lava la coscienza, le sotterra dimenticando le e riprende la sia corsa continuando a ignorare e a fregarsene. Perché tanto finché non ti tocca, sono io la pazza, sono io l'esaurita ipersensibile da bollare come cretina. È troppa fatica riconoscenti e chiedermi scusa. E fare qualcosa per venirmi incontro, per capirmi, per cambiare. 

È così che funziona e così sempre funzionerà. Mai fermarsi, chi si ferma è perduto. Lottiamo per noi stessi soltanto. 

Si va avanti, e si cerca di fare quella che ci sembra la cosa migliore. Per noi, per noi soltanto. Senza aprire gli occhi di fronte alla ricchezza che la vita ci regala, anche attraverso gli incontri che facciamo, che ci arricchiscono, che ci insegnano, ci fanno crescere...e alle cose che dalle nostre esperienze interiorizziamo e facciamo nostre.

Cosa scegliamo di salvare? Cosa scegliamo di tenere per realizzare ciò che siamo veramente al meglio delle nostre possibilità? Che tipo di persona vogliamo diventare? Ci accettiamo? Cosa di quello che abbiamo visto, sentito, imparato vogliamo tenere per essere la versione migliore di noi stessi, e cosa è il caso di buttar via? 

Sono domande che mi pongo in questi giorni. Cosa per me è davvero importante e cosa non lo è? E perché? Sono bisogni miei o mi sono stati trasmessi da qualcuno? Mi hanno confusa, plagiata o condizionata dall'esterno? Cosa viene da me e cosa no? 

È difficile capirlo talvolta. Voglio essere indipendente e pensare con la mia testa, per questo è importante capirlo. Chi è sensibile all'influenza esterna, ai giudizi, alle critiche, perde se stesso un po' alla volta e cade schiavo delle menti altrui. La sua individualità viene annientata, la sua autostima violentata, la sua fiducia uccisa e disciolta nell'acido di una visione cinica estremista che ti vendono per vero "realismo". Non esiste il realismo. Il realismo dovrebbe essere più simile a un moderato ottimismo. Tutto il resto è pessimismo e sfiducia nell'essere umano. E dalle notizie che ci trasmettono i media, da diversa angolazione, ne abbiamo di motivi per scivolare in quella direzione. 

Ma cosa diventiamo così? L'ombra brutta di noi stessi. Sto vedenti troppe persone imbruttite dalla vita. Vinte da violenze continue e sottili hanno indossato lenti grigie e spesse. Il mondo ha perso i suoi colori vivaci. 

Riprendiamoci i colori della vita. E mandiamo affanculo chi cerca di insinuare il veleno del suo " realismo" oscuro nel nostro cervello. 

Questo è un altro modo pacifico di difendersi dalla violenza sulle donne. Quella nascosta che nessuno riconosce, tutti sminuiscono enfatizzando la e nessuno vuole vedere.

Buon pomeriggio.

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