Si è ciò che si pubblica

Sognando di incontrare un Gigolò...

Ogni tanto la mia fantasia parte per altri lidi, e in uno di questi "viaggi", mi è successo di immaginare l'incontro con un gigolò. Insomma, credo che i gigolò siano come la droga: quando li scopri, li conosci, qualunque esperienza tu ne tragga (tranne casi veramente estremi), te ne senti sempre in qualche modo attratta. Beh, in realtà forse non succede a tutte ma nemmeno solo a me, credo. Vedo che diverse donne bene o male, dopo anche un appuntamento soltanto, o anche più di uno...o forse nessuno...continuano a gravitare a tempo indeterminato attorno al Pianeta Gigolò.

Forse ciò che attrae è la vita così particolare e fuori dagli schemi classici di questi personaggi, quel pizzico di trasgressione che ti trasmettono e che ti permette anche solo per un giorno, qualche ora o qualche minuto di assaporare un senso di libertà diverso, che sconfina nelle nebbie del sogno, ti trasforma facendoti conoscere la donna che non sapevi di essere. " Sogno o son desta, ohibò ?!" vien forse da esclamare a molte neofite che, tenendo a bada a stento l'emozione travolgente, incontrano per la prima volta il loro gigolò, avvolto in un'aura di splendente magnificenza, come un attore di Hollywood, un angelo sotto spoglie mortali, vestito di luce, ammantato del suo sorriso, che quando in camera si spoglia le lascia con la mascella cascante e la salivazione azzerata...

Ma comunque siamo qui. E quindi nel bene e nel male siamo state catturate da quest'uomo intrigante, misterioso, stronzo fino al midollo osseo e nel contempo affascinante e intelligente, intuitivo, furbo come una volpe nella stagione della caccia...e talune dicono anche gentile, tenero, amorevole. Ambivalente. In continua contraddizione con se stesso e con il mondo. Un gigolò deve essere bravo a giocare a poker, se no le donne se lo mangiano. Perché ci sono donne citrone, ma alcune ne sanno una più del diavolo... e lui deve difendersi, sempre all'erta sta!

E un uomo così, sarà anche un uomo che finge, un arrampicatore sociale, un mantenuto dalle donne approfittatore di ingenue "fanciulle", come molti lo descriverebbero, ma è comunque terribilmente intrigante (oltre che insopportabile nella stessa identica misura). Ovviamente parlo per me, per come la vedo io. E in questo periodo autunnale di castagnate e caldarroste fumanti, dove mi piacerebbe incontrare un gigolò così? Perché immaginare l'ambientazione giusta è importante, anzi fondamentale. Ci dice chi siamo e come ci sentiamo, quali sono i nostri bisogni in quel momento. Io seguo l'inclinazione delle stagioni. Immagino un incontro sulle sponde di un lago. Uno di quei piccoli laghi tra Lombardia e Piemonte. Come il Lago d'Orta, con l'isoletta di S. Giulio nel mezzo. Magari sulla veranda vista lago di un piccolo ristorante caratteristico. Una volta pensavo che il lago fosse noioso e malinconico.

Ora penso che con la luce giusta e la giusta disposizione possa essere invece molto romantico. Sospeso nel tempo. Di quel romanticismo " bittersweet" come dicono gli inglesi. Perfetto per un incontro fuggente che ha già in partenza il sapore di un addio. Non è che voglio essere melodrammatica, ma non è così, in fondo? Non mi resta che sognare...a volte è più saggio custodire i nostri sogni in un cassetto, dove aprendolo ogni tanto di nascosto puoi accarezzarli malinconicamente, oppure dove puoi rinchiuderli per sempre. È meglio non prodigarsi affinché certi sogni si avverino.

Manu

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