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Le stanze della vita

Penso alla vita come ad una casa con tante stanze. Ogni stanza rappresenta un argomento, tipo la stanza del lavoro, la stanza della famiglia, dello studio, del successo, della salute, dell'amore, del sesso, dell'amicizia e così via. Ognuno di noi deve aprire tutte le porte ed entrare in tutte le stanze soggiornandovi con piacere e gratificazione il tempo necessario per sentirsi felice e appagato. Una casa con le porte aperte è una casa (vita) felice. Però è estremamente difficile trovarne una. Quasi tutti sanno che nella loro casa ci sono porte che rimarranno chiuse, che non riusciranno mai ad aprire.

Così la porta della maternità, per chi desiderava ardentemente dei figli e non li ha mai avuti. La porta della carriera o del successo, per chi desiderava una gratificazione sociale e lavorativa e un riconoscimento che non è mai riuscito ad ottenere. La porta del denaro, per chi nonostante tutto ha fatto scelte che l'hanno portato alla povertà, oppure chi guadagna il minimo per andare avanti, nonostante i tanti sacrifici. C'è la porta della salute per chi soffre di malattie gravi, per chi è sulla sedia a rotelle o è stato vittima di incidenti ecc..

C'è la porta dell'amore, per chi si è sempre sentito rifiutato o insicuro non ha rischiato per non soffrire ancora, per chi ha vissuto abbandoni, divorzi delusioni ecc...C'è la porta del sesso per chi non ha mai avuto un cazzo o l'ha solo visto passare velocemente ...per poi soffrire di astinenza, depressione, bassa autostima di sé e del proprio corpo, e un sacco di problemi fisici e mentali che non sto ad elencare e che nessuno immaginerebbe. Cose che generano chiusura, paura, senso di inettitudine e di inferiorità nei confronti di altri soggetti del suo stesso sesso...fobie e chi più ne ha più ne metta. 

Tutte queste porte, se chiuse, generano sofferenze. Più porte chiuse avrai nella tua casa, più soffrirai. Naturalmente in base all'importanza che dai loro. Ma è possibile non dare importanza a nulla, vivere isolati dal resto del mondo, solo all'interno di se stessi, come immersi in un perenne stato meditativo? Forse ci riusciva solo il Bhudda, io non ci riesco. Nostro malgrado siamo perennemente collegati a circostanze esterne, dialoghiamo con l'esterno. Per quanto volessimo rinchiudervi in una bolla...solo chi è autistico riesce a vivere in una bolla. 

Quindi, ricapitolando...nessuno (o pochissimi) è davvero felice. Ci sono porte chiuse che ti tormentano giorno e notte per gran parte della tua vita. Ma poi arriva il tuo vicino di casa e ti dice "cosa ti lagni tu, sei fortunato! Ti preoccupi per delle cazzate, cosa dovrei dire allora io, che ho problemi ben più seri!". Certo, lui vede i suoi di insuccessi, le sue porte chiuse, perché sono quelle che a lui fanno male, mica le tue. Le tue le vede come cazzate, magari perché le tue porte chiuse per lui sono aperte, le da per scontate, non ci pensa, non capisce. 

Ecco...non dite mai a qualcuno una frase come quella qui sopra, magari nel maldestro tentativo di " alleggerire" o di consolare. Non c'è niente di peggio, di più irritante per una persona che soffre, che veder sminuite e non riconosciute le proprie sofferenze. Non c'è niente che faccia più male che sentirsi paragonato ad un altro e sentirsi dire "tu non hai niente in confronto a quello!". È togliere valore ed importanza alla tua sfera emotiva, metterti in confronto con il dolore di un altro elevando il suo e considerando il tuo (considerando TE) di scarsa importanza. Ma ognuno sente e vive le proprie emozioni. Lasciando fa parte il discorso empatia, credo che sia sbagliato sminuire, non dico sia giusto indulgere nel pietismo esagerato, quello no, è sbagliatissimo e fastidioso anche quello per chi lo riceve. Però credo che ogni persona andrebbe rispettata e trattata con comprensione nell'ambito della sua sfera emotiva, non bistrattata. 

Purtroppo nessuno ha rispetto della sfera emotiva dell'altro. Ci piace ferirlo l'altro. E cosa pretendiamo dopo? Che ci venga a leccare i piedi? Che ci passi sopra come se niente fosse? Può provarci ma è difficile. E risulterebbe falso, quando c'è un risentimento di fondo. Io ho un risentimento di fondo con molte persone quindi questo mi porta a coltivare paura, sfiducia, e a chiudermi. Ma mi devo difendere. Molte persone fanno come me. Possono sembrare timide, riservate, musone, antipatiche, asociali. Ma non è vero. O forse sì, non lo so. Ma un motivo c'è. Un motivo c'è sempre.

Nell'augurarvi di aprire tutte le porte della vostra casa e di vivere una vita felice, vi auguro buon weekend. Purtroppo ci sono anche porte che ad un certo punto non si apriranno mai, come quella della maternità. Forse per quelle possiamo trovare una forma di surrogato, lavorando con i bambini, facendo volontariato come baby sitter o curando i nipotini. Non lo so bisogna studiarvi sopra. 

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