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Questa mattina

Questa mattina osservato dalla mia finestra il cielo bianco sopra i tetti delle case, e quella luce irreale quasi aliena del sole velato. Osservato i colori degli alberi e le foglie che si muovevano. Anche i pilastri dei lampioni in giardino ondeggiavano.
"Deve esserci un bel vento" ho pensato. Ma non esco e non lo so. Dovrei farmi una doccia urgente e stirare una catasta impossibile di panni che ho ammucchiato rimandando di giorno in giorno. Non ho voglia di fare ne una cosa ne l'altra. Ma mi toccherà. Il cuoi capelluto comincia a prudermi. Sembro uno spaventapasseri e mi sento fisicamente a disagio, ho paura di cominciare a puzzare. Non sto bene così, so che poi starei meglio, ma ho così poche energie mentali...
Ho trascorso l'infanzia e l'adolescenza alla finestra, ad osservare. È la cosa che mi riesce meglio, farmi scivolare la vita addosso. Non ho le competenze e le risorse per compiere azioni. Peggiorò le cose, soffro, combinò pasticci. Dai venti ai ventisei/ventisette anni accusavo spesso questi episodi di "astenia" (così diagnosticati dal medico). Era una fortissima debolezza e prostrazione fisica e mentale che mi toglieva ogni forza e mi costringeva a letto per giorni. Le mie malattie al lavoro, a ondate brevi, erano solo per quello. L'ipotesi era che fosse per colpa dello stress lavorativo, delle pressioni e degli orari impossibili a cui ero sottoposta all'epoca. Avevo accettato per buona quella diagnosi, però ora, che a distanza di tempo mi succede di nuovo mi chiedo perché alle mie colleghe non succedeva, ma solo a me? Eppure erano sottoposte allo stesso ritmo e io ero giovane e sana come loro. Da cosa derivava questa differenza di energia vitale? Mi era stato detto che era lo stesso del lavoro, ora penso che in realtà fosse tutto il resto che mi mancava...e adesso è lo stesso. Ci ripenso, ci ricasco.
Cara Supereroe, lo so che dovrei darmi una mossa, lo so da tanto...ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Per quanto mi riguarda ci sono tutte le cose che ho accumulato nel cervello in tanti anni e non è facile per niente. Quello che per altri sembra facile per me rappresenta uno scoglio insormontabile, per alcune cose. Per altre cose mi sono accorta che funziona al contrario. È strano ma è così. Poi dipende dall'umore. Purtroppo sono soggetta a sbalzi d'umore ma non sono mai immotivati, hanno sempre radici profonde, se si va a scavare...
A volte ultimamente mi pesa anche scrivere. A parte il fatto che quando presa dall'entusiasmo inizio un progetto, l'entusiasmo si esaurisce in fretta e pianto tutto a metà - cosa che in passato era inconcepibile per me: se iniziato una cosa dovevo assolutamente portarla a termine nel modo migliore e a qualsiasi costo - anche scrivere infine sta diventando un peso a volte. Penso ogni tanto che se esistesse un elettrodo da attaccare al cervello e potesse tradurre i pensieri in parole scritte, per me sarebbe il massimo.
Nonostante ciò, DEVO.
Ci sono faccende che non posso delegare all'infinito e che vanno fatte. Quindi...questo sabato è dedicato a quello. Domani...si vedrà. Prevedo una visita al cimitero e un salto in chiesa per recuperare l'ulivo. Poi...boh. Vedremo. Tanto dopo la domenica torna il lunedì e si riparte. Nuova settimana, stessi gesti, stessi percorsi di sempre.... e così si va avanti, e il tempo passa, e la vita passa.


Non è che voglio essere deprimente. So di esserlo... Forse ho bisogno di uscire, distrarmi, parlare con la gente di altre cose e non pensare. Riuscirci... Forse dovrei vedere la vita dagli occhi di chi ha perso un figlio o da chi trascorre la vita su una carrozzella. Magari farei meno peso ad altre cose. Ma non lo so se funziona, in realtà io quest'anno ho perso un padre...e di persone importanti già prima ne ho perse parecchie. Non credo che sia una cura.
Chi lo sa.
Buona domenica

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