Si è ciò che si pubblica

Cronologia di un sogno

Ricordare un sogno per me è un evento rarissimo. Non succede mai. Sarebbe interessante capire cosa può significare...i sogni sono la voce del nostro inconscio. Non ha carattere erotico e Roy non è contemplato. Lo dico subito così chi vuole evita di proseguire nella lettura. Buona serata. Manu

Mi sveglio all'improvviso. All'inizio mi sento sballottata e non capisco dove sono. Poi mi accorgo, nella luce del crepuscolo, che sono semisdraiata nel retro di un veicolo che è un ibrido tra una camionetta e un trattore e che viaggia spedita su una strada sterrata in mezzo ai campi. Il paesaggio non mi è del tutto estraneo, credo di non essere molto lontana da casa. Però un po' mi agito, con me ci sono delle ragazze sui 30 anni, ridono, parlano vivacemente, sembra una gita in campagna. Mi rivolgo a una di loro "dove stiamo andando?" probabilmente capisce la mia ansia. Mi sorride comprensiva, rassicurandomi "non preoccuparti siamo quasi arrivate, non è lontano!".

Mi appisolo di nuovo non so per quanto, sembrano pochi minuti, non ho più il senso esatto del tempo, non sono sicura. Quando mi sveglio c'è luce, il sole illumina ogni cosa di quella strana luce quasi magica appena prima del tramonto... È un posto incantevole. Strabuzzo gli occhi, non ci credo, non è possibile. Stiamo forse attraversando un ponte di legno, una specie di molo su un lago con l'acqua più cristallina e trasparente che abbia mai visto. Il veicolo si ferma... Piccole onde allegre si infrangono sulla spiaggia di borotalco, agitate da piccole barche colorate. C'è gente che fa windsurf, bambini che giocano rincorrendosi, belle ragazze in bikini che prendono il sole o fanno il bagno. Coppie abbracciate che si sorridono. Sento che sono tutti immensamente felici.

Si stanno godendo la fine di una giornata memorabile in un posto bellissimo che non ha niente da invidiare ai mari più belli del mondo. E non è lontano da casa mia. Incredula mi chiedo come sia possibile che non lo sapessi. Nessuno lo sa. Decido che voglio fare un giro per ispezionare il posto, rilassarmi, divertirmi, godermi il calore del sole sulla pelle, la sensazione dell:acqua fresca e questa pace, questo senso di pienezza infinita. È tutto perfetto. Mi chino a toccare la sabbia impalpabile e calda, la lascio scorrere tra le dita. È una sensazione di benessere, una sensazione quasi erotica. Mi chiedo ancora come sia possibile che io non sapessi di questo posto...e mio marito? Perchè in tutti questi anni non ci siamo mai venuti? Forse nemmeno lui sa che esiste. Ma è mai possibile? Chiudo gli occhi e respiro il profumo fragrante di quest'aria che sa di primavera.

Quando li riapro, sento una folata di vento freddo che mi fa rabbrividire. È subito buio e non c'è più nessuno, gli ultimi turisti si allontanano salutandosi. Sono sola e fa freddo, non so dove sono. Non so che ore sono. È tardi, non so da quanto tempo manco da casa...la mia famiglia forse si sta preoccupando... Mi sento irrequieta, il panico mi avvolge. Cerco le ragazze che mi hanno portata qui, disperata scruto nel buio e le chiamo "Ragazze! Ragazze!" non conosco nemmeno i loro nomi...come faccio adesso? Poi ne riconosco un paio sotto la luce di un lampione.

Mi guardo i piedi. Indosso delle espadrillas color corda, fradice (eppure non sono entrata in acqua) e sopra un paio di ciabattine di gomma rosa davvero orribili. Me le avranno prestate loro? Non le vedo più, inseguo le loro ombre correndo in un parco erboso, tra le palme, le raggiungo sul lungolago. Ho il fiatone. Loro sono rilassate, perfettamente tranquille. Dico che voglio tornare a casa, adesso. Come faccio a tornare a casa? Ma loro non sanno rispondermi. Allora torno sulla strada, almeno lì 'è un po' di luce e qualche essere umano a cui chiedere... Mi giro verso il lago, nuvoloni neri e gonfi di pioggia annunciano l'arrivo di un temporale...

La scena cambia. Sono seduta al tavolo di un fast food. Il locale è vuoto e fuori è buio. I miei vestiti sono bagnati e anche i miei capelli. Mi stringo incurvandosi la schiena. Forse fuori sta piovendo. Mia figlia è seduta accanto a me in silenzio. Alzo lo sguardo e vedo mio marito seduto a qualche tavolo da noi. Perché sta là da solo? Non lo so ma sono sollevata, improvvisamente mi sento al sicuro. Posso tornare a casa. Mi alzo e mi sposto a due tavolo di distanza da lui. Mia figlia fa lo stesso. Ci vede, si alza e viene a sedersi al nostro tavolo, di fronte a noi.

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