Intervista libro Roy Gigolo

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1. "Un'immagine allo specchio", è il suo primo libro? Che intenzioni l'hanno spinta a realizzare quest'opera? Da sempre ho avuto la necessità di scrivere. “Un’immagine allo specchio” ha incominciato a prendere forma molti anni fa. All’inizio erano riflessioni, appunti sulla mia vita. L’ambiente nel quale sono nato mi stava stretto, avevo una forte voglia di emergere e malgrado i miei tentativi di adeguarmi alle regole di vita già scritte per me da altri, il mio istinto mi spingeva a cercare emozioni forti. Durante il giorno mi cimentavo in lavori normali, mentre la notte mi immergevo in un mondo diverso che mi stimolava e calmava la mia sete di adrenalina.

Mi piaceva raccontare la trasformazione che stava avvenendo dentro di me, scriverla era una sorta di analisi. Per un lungo periodo di tempo, quando facevo prima il ragazzo immagine nelle discoteche e poi lo spogliarellista, la notte mentre rientravo a casa, in silenzio e solitudine durante i miei viaggi scrivevo mentalmente le mie poesie. La vita notturna con tutti i suoi eccessi e le sue ipocrisie era per me fonte di ispirazione. Quando ho cominciato a fare il gigolo ho vissuto storie forti al limite della moralità.

I miei incontri sono sempre stati molto particolari. Storie di vita, spaccati di un mondo che sta cambiando molto velocemente. Io stesso rimanevo colpito umanamente da ciò che vivevo e così ho deciso di raccontare le storie più singolari che ho vissuto. All’inizio è stata la mia passione per la scrittura, ad un certo punto invece ho deciso che volevo raccontare il mio mestiere dal punto di vista di chi ci sta dentro e svelarne i risvolti più sorprendenti.

2. Secondo il suo punto di vista la cultura nei tempi moderni sta cambiando?

Ho la sensazione che la cultura stia cambiando profondamente. Oggi chiunque ha accesso a qualsiasi informazione in tempi rapidissimi. Internet è un enorme fonte alla quale attingere a piene mani e senza fatica. Studiare, leggere come si faceva un tempo non ha più lo stesso valore. La preparazione che viene richiesta nel mondo del lavoro è molto più tecnica. Si investe poco in cultura. L’editoria sta vivendo un momento di grande crisi. Non si legge più. Le libreria falliscono mentre prosperano i negozi che vendono prodotti multimediali. Internet è come il cappello di un mago, con un clic oggi posso soddisfare la mia sete di sapere, non c’è domanda alla quale non trovo immediata risposta. E così il livello culturale della popolazione si sta appiattendo.

2. Ci sono dei nuovi e giovani talenti che in qualche modo "rinnovano" di volta in volta il panorama culturale?

Questa è una domanda alla quale è difficile rispondere. Chi sono i talenti? Coloro  che scrivono libri facili, da bere e divorare rapidamente senza dover riflettere troppo. Forse è una domanda da rivolgere agli addetti ai lavori. Io farei una grossa distinzione fra quello che ha un valore nel panorama culturale e ciò che fa cassetta, che si vende. Non dimentichiamoci che in cima alla lista dei bestseller degli ultimi mesi c’è stato un libro di ricette.

3. A chi consiglierebbe la sua opera letteraria? C'è un pubblico particolare a cui intende rivolgersi?

Non ho la presunzione di definire il mio libro un’opera letteraria. Questo giudizio lo lascio a chi si occupa di letteratura. Mi limito a dire che è un libro trasversale, chiunque lo può leggere. Incuriosisce sia uomini che donne. Parla di un mestiere sconosciuto sul quale si è fantasticato molto. Nell’immaginario collettivo il gigolò è una puttana al maschile, uno che vende prestazioni sessuali. Il mio libro sfata questo falso mito e racconta esperienze spesso molto toccanti. Fare il gigolo è stata per me una scelta di vita, dedico a questo lavoro la maggior parte delle mie energie. Le storie che vivo sono reali e forti, provo emozioni vere quando esco con le miei clienti. Quella che doveva essere una finzione è diventata per me la mia realtà quotidiana. Con questo libro apro le porte di un mondo segreto e do a tutti la possibilità di entrarci in punta di piedi e in totale sicurezza, senza trasgredire. Ricevo spesso recensioni e commenti dai miei lettori, alcune le può trovare sul mio nuovo sito www.roygigolo.com all’interno del quale c’è una sezione interamente dedicata al mio libro. Mi fa piacere constatare che “Un’immagine allo specchio”  interessa a  ragazzi giovani, donne, uomini, ma anche a persone non più giovanissime. Poco dopo la sua uscita sono stato contattato da una poetessa che lo aveva letto, ha voluto incontrarmi, era rimasta molto colpita dai miei racconti e voleva conoscermi di persona.

4. Nasconde altre opere letterarie magari inedite o degli scritti che forse un giorno pubblicherà?

Non escludo possano esserci altri libri nella mia vita. Fuori dal mio lavoro sono un solitario e la lettura e la scrittura sono uno dei miei passatempi preferiti. La solitudine mi aiuta a ricaricarmi, i miei incontri sono sempre molto intensi e richiedono un grande impegno psicologico. “Un’immagine allo specchio” è nato durante i miei lunghi viaggi solitari in macchina. La notte con l’aiuto di un’amica che raccoglieva e scriveva i miei racconti, ripercorrevo le mie esperienze e le riflessioni su ciò che avevo appena vissuto. La mia vita e il mio mestiere di gigolò continuano anche dopo questo libro. Ho alcune idee in cantiere alle quali sto lavorando, vedrò in futuro cosa farne.

5. Cosa può convincere dal suo punto di vista un lettore o una lettrice all'acquisto di "Un'immagine allo specchio"?

Sicuramente la curiosità di conoscere il mio mondo e il mio mestiere. Sono pochi i libri in circolazione che trattano questo tema. La maggior parte è scritto dalle mie colleghe donne. La prostituzione maschile in Italia è vissuta ancora come un tabu. Se ne parla poco e con imbarazzo. La maggior parte dei libri scritti su questo argomento lo affrontano in maniera abbastanza superficiale e prevedibile. Non penso siano gli atti sessuali la parte interessante del mio lavoro, è molto di più l’aspetto umano e psicologico che spinge una donna a rivolgersi ad un accompagnatore che merita di essere raccontato.  

6. Parole come "bellezza", "esteriorità", "bruttezza", "interiorità" che significato hanno per lei?

Personalmente ammetto di essere molto narciso, bellezza e esteriorità hanno da sempre avuto una notevole importanza nella mia vita. Nella prima parte del mio libro parlo proprio di questo. Viviamo nella società dell’apparire, meglio adeguarsi. Devo però dire che non  è mai stata la bellezza in assoluto ad attrarmi ad esempio in una donna o in generale nelle persone. Amo studiare la psicologia dell’essere umano, ne sono affascinato, e rimango molto più colpito dall’“interiorità”. La mente rimane pur sempre la parte più interessante di un individuo. Mi rendo conto che è una contraddizione ed in effetti questo è un tratto tipico della mia personalità, Nel mio libro  emerge spesso la scissione che cè dentro di me, Roberto e Roy, profondamente diversi eppure entrambi legati indissolubilmente.

7. Come stanno cambiando nei tempi attuali le donne dal suo punto di vista? Sempre più esigenti, innamorate, responsabili oppure più autonome, alla ricerca di armonia e "autarchia"?

L’autonomia e l’affermazione delle donne sono cresciute in maniera esponenziale negli ultimi decenni. Le nostre madri erano gli angeli del focolare. Dedicavano la loro vita alla famiglia e ai figli, si annullavano per amore. Oggi la donna cerca con prepotenza una propria affermazione sociale. Lavora, studia, spesso scimmiottando l’uomo. Rimane però ancora  il perno attorno al quale ruota la famiglia. Ha quindi  il doppio delle responsabilità rispetto all’universo maschile, non ha più tempo da dedicare alla propria femminilità. E così spesso mi capita di uscire con manager tostissime sul lavoro alle quali manca però la tenerezza, il sentirsi semplicemente una donna. Le vedo fragili queste donne, mi chiamano spesso per un capriccio o per sentirsi forti e alla pari dei maschi. Alla fine è però la dolcezza che cercano, vogliono sentirsi protette da un uomo, hanno bisogno di sentirsi al sicuro, sono come bambine indifese. Ricevo moltissime lettere dalle miei clienti a seguito dei miei incontri. Tante sentono la necessità di aprirmi il loro cuore e le loro mail sono sempre toccanti. Alcune delle lettere più belle le ho pubblicate sul mio  blog www.roygigolo.com/blog.

8. Gli uomini invece? In che modo considera le "giovani generazioni"? Tanti problemi, difficoltà, alle prese con problemi anche impossibili a volte?

Beh, gli uomini, soprattutto quelli giovani, devono fare i conti con queste donne sempre più dure e autoritarie. E’ un momento difficile per il maschio. Le donne sono sempre più emancipate e questo non fa bene al desiderio di conquista del quale ogni uomo ha bisogno per sentirsi tale. Forse bisognerebbe riequilibrare le cose. Non penso che la ricerca spasmodica della parità fra i sessi abbia fatto bene alla coppia. Non voglio sembrare troppo maschilista, ma se snaturiamo troppo il ruolo dell’uomo e della donna si rischia di uccidere qualsiasi relazione, forse bisognerebbe ridefinire i ruoli in maniera più armoniosa. Grazie al mio lavoro vedo tante realtà matrimoniali e credimi, il quadro che mi sono fatto della vita di coppia ai giorni d’oggi non è dei migliori. Alla fine sono felice di stare solo.

9. Ci sono possibilità di trovare all'estero le cose che si cercano nel nostro Paese e che qui forse non si riescono ad avere o a trovare? In che Paesi d'Europa o extra Europa secondo lei ci sono forse più "chances", "opportunità" non solo lavorative?

Per quel che riguarda il mio lavoro penso che l’Italia dia sufficienti opportunità. Io non sono mai stato interessato a lavorare all’estero. Oggi va di moda andare via, è un luogo comune dire che le cose vanno bene dappertutto a parte in Italia.Io personalmente preferisco rimanere dove sono. L’Italia rimane ancora un paese nel quale, malgrado tutto, si ha una grande libertà e si vive molto bene.

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