Gli arriva la cartella dal fisco - Non pago, sono un gigolo

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L'Erario chiede 200mila euro di tasse evase ad un disoccupato: il conto in banca è troppo alto. E lui replica: "La mia professione non è riconosciuta" Filippo Manvuller Da: Libero. Il "Grande Fratello" fiscale preoccupa escort e gigolò. Niente più segreti per i conti correnti. Così chi pratica l'antica arte del meretricio, ma risulta disoccupato, è da qualche giorno costretto a giustificare stili di vita spesso all'insegna del lusso. È successo a Roy, piacente accompagnatore originario di Macerata (ma sempre con la valigia in auto) a cui le Entrate hanno da poco notificato una cartella da 200mila euro. Con 70mila euro per il fisco è a posto per gli ultimi tre anni.

La Finanza gli ha già fatto visita a casa . Ma lui non ci sta e vuole chiarezza : "Questo Stato ipocrita chiede le tasse a un escort, ma non mette in regola chi pratica questo mestiere". La legge Merlin del 1958 ha infatti cassato ogni tipo di regolamentazione del fenomeno della prostituzione, femminile o maschile non fa differenza. Per la Lega Nord - che ha presentato una proposta di legge ad hoc -  quel provvedimento è anacronistico e controproducente. Ma Roy chiede solo che la prostituzione sia legalizzata così da sanare un "buco dello Stato". " Perché" spiega "da sempre chiedo di poter pagare le tasse, ma poiché il mio lavoro non è ammesso dal sistema ho ricevuto solo porte in faccia, quando non prese in giro".

Ora è finito tra i nodi del sistema tributario e il suo caso sta generando imbarazzi al fisco: se infatti Roy accettasse di pagare, lo Stato potrebbe essere accusato di "sfruttamento della prostituzione",  ma se decidesse di non pagare, risulterebbe un evasore. Senza contare l'assenza di tutele: "Non ho né sindacato ne assicurazione". Eppure, spiega, i rischi non mancano. Qualche esempio? "Una volta quasi mi arrestano, sono stato chiamato da una donna sotto protezione, vedova di un boss mafioso. Non mi aveva detto niente".

E poi "lavoro spesso con i tradimenti", con i "finti matrimoni", "a volte mi chiedono anche di andare con l'amante del marito". Il gigolò marchigiano ha anche chiesto aiuto a Maria Pia Covre  di Pordenone, famosa per le sue battaglie a favore delle prostitute e contro racket e sfruttamento. Roy sa bene che il suo è un "mestiere" che, paragonato a quello delle "colleghe", comporta rischi inferiori. "Ma proprio per questo nei confronti della "categoria" sarebbero necessarie tutele da parte dello Stato". Inoltre, se la prostituzione diventasse mestiere ci sarebbero benefici anche per le casse pubbliche, sottolinea. "Si pensi solo che il 70 per cento delle escort sono straniere e i soldi li rispediscono in patria".

Il tariffario dell'accompagnatore maceratese spazia dai 500 (più  rimborso spese) ai  2500 euro a serata. Al mese "sono circa 8 - 10mila euro". "Guadagno come un manager, euro più euro meno". Ma per Roy non è solo una questione di sesso. "Bisogna essere un po' psicologi. Spesse volte le donne arrivano da me con le lacrime e se ne vanno con un sorriso. Ecco da questo punto di vista il mio è un mestiere socialmente utile".

Sulla sua vicenda Roy ha anche scritto un libro: "Un'immagine allo specchio", il titolo. Del suo caso si è interessata anche Italia1, " e mi hanno pure chiesto di fare l'Isola dei Famosi, ma io non vado tre mesi a fare il buffone per sputtanarmi. In Tv ci vado solo per parlare del mio lavoro. Non ho paura a metterci la faccia". Scordatevi American Gigolò. L'azienda Italia, specializzata in complicazione affari semplici, è riuscita a dare crucci anche al Richard Gere  di casa nostra. Così dopo essersi garantito l'accesso ai nostri conti correnti, il fisco si è messo anche a sbirciare nel buco della serratura.

"Sono soltanto un gigolò ed ovunque io vada la gente sa che parte interpreto. Nessuno si preoccupa per me, non c'è nessuno che si prenda cura di me, sono così triste e solo..." Giuseppe Pollicelli Da: Libero. Magari Roy, di professione gigolò (o escort come si usa dire oggi anche a proposito degli accompagnatori di sesso maschile), sì sarà riconosciuto tante volte in questi versi - qui presentati in traduzione italiana - del celeberrimo brano "I'm just a gigolo" , reso immortale dall'interpretazione di Louis Armstrong. 

Dev'esserci rimasto doppiamente male, perciò quando - il giorno in cui qualcuno si è finalmente occupato di lui - ha scoperto che questo qualcuno non era un soccorrevole amico cui confidare le proprie pene e i propri malumori di prostituto bensì l'Agenzia delle Entrate con una cartella esattoriale da  200.000 euro. Tanto più che Roy ha raccontato di aver fatto il possibile per mettersi in regola, senza però concludere nulla di concreto e a causa dell'attuale legislazione, venendo in pratica costretto dallo stesso Stato italiano a trasformarsi in un evasore totale. È l'ennesimo caso, questo di Roy, che parla a favore dell'abolizione dell'ormai vetusta legge Merlin che nel 1958 ha reso reato il meretricio.

Già qualche mese fa, ospite della trasmissione "Domenica Live" di Canale 5, la transessuale di origine turca Efe Bal aveva espresso davanti a milioni di telespettatori un desiderio analogo a quello del gigolò preso di mira dal fisco: poter pagare le tasse vedendo legalizzato il proprio mestiere. È decisamente ora che si faccia qualcosa in tal senso e un primo contributo concreto- alla portata di tutti i cittadini- lo si può dare a partire dal prossimo settembre firmando il referendum per l'abrogazione della Merlin promosso di recente da alcuni attivisti del Pdl e dal movimento Progetto Reggio.

Se si guarda alla faccenda senza paraocchi ideologici o moralistici si deve ammettere che regolamentare la prostituzione produce quasi solo vantaggi: si toglie una lucrosa attività (che la Merlin non ha certo fatto scomparire anzi) dalle mani della malavita, si tutela maggiormente il decoro dei luoghi pubblici, si garantiscono migliori condizioni igieniche a professionisti e clienti e, appunto, si contribuisce a far uscire dal nero una montagna di denaro che attualmente sfugge del tutto il monitoraggio dello Stato (il quale peraltro senza che in tali frangenti si gridi allo scandalo, già incassa milioni dalle imposte su alcol e tabacco nonché dalle varie lotterie). Eliminando la legge Merlin si riuscirà finalmente a far sì che il Roy di turno si dedichi soltanto all'evasione delle sue clienti, anziché evadere lui.

 

 

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