Quando l'erezione è poesia

Un povero Gigolo ricco

Mi capita spesso di fermarmi a pranzare durante i miei viaggi di lavoro in ristoranti cosi detti poveri o semplici, dove si mangia a prezzo fisso e dentro puoi trovare camionisti, muratori, operai, maestranze e gente di fatica di ogni tipo. Ho speso complessivamente 14 euro compreso di primo, secondo, contorno, acqua e caffè. Ho mangiato bene come un povero gigolo ricco, spendendo una cifra modesta.

Certo, uno come me che guadagna 25mila euro al mese come dicono i giornali, “cazzata” non è di certo il luogo consono e deputato per rifocillarsi, ma che ci posso fare è più forte di me, io mi sento ricco solo tra i poveri. Allora entro elegante, sofisticato, misterioso, mi faccio notare, ho l’aria di un rappresentante, di un venditore, di un pirla in giacca e cravatta, non lo so. Comunque la cameriera è gentile, mi fa accomodare, mi consegna un foglio con quello che si mangia oggi, come a volermi dire, oggi questo c’è.

L’esperienza è affascinante al punto tale che la ripeto spesso, è un’abitudine costante per me fermarmi in questi ristoranti rustici, genuini, mi piace sedermi in tavoli apparecchiati con tovaglie e tovaglioli di carta a scacchi, con un menù finalmente chiaro e senza piatti elaborati da grandi chef, con una cameriera con parannanza macchiata di pomodoro che spesso è anche la cuoca. Mi piace sedermi e ascoltare i discorsi degli operai di fianco a me, sentire i ragionamenti che fanno, le battute sessuali d’avanspettacolo, i problemi lavorativi, di consegna lavori, di imbiancatura, controsoffitti, intonaci, ecc.

Io li ascolto in silenzio e penso che in fondo sono stato fortunato, molti anni fa aver intrapreso questa carriera da gigolo è stata la mia salvezza, mi sento un privilegiato in mezzo a loro, uno che ce l’ha fatta, oppure no, forse è tutta un’illusione, forse hanno ragione loro ed io non sono altro che un piccolo coglione illuso. Boo, chi lo sa. Probabilmente loro avranno un futuro, una pensione, io chissà che fine farò.

Però questa è la mia vita, mi piace, l’ho scelta io e la porterò a termine nonostante tutto. E’ bello però pranzare qui oggi a prezzo fisso e poi ritrovarmi la sera in un ristorante stellato a cenare con una ricca signora. E’ questo il paradosso del mio lavoro, la contraddizione, l’incoerenza, è questo che rende il mio mestiere magico, unico, irreale. Ma nonostante tutto io non cambierò mai, continuerò sempre a fermarmi in questi ristoranti poveri e genuini come me, per osservarmi, per stupirmi, ma soprattutto per guardare in faccia la realtà.

E tu dove preferisci mangiare? In quale luogo ti senti ricca? L’umiltà, la semplicità, l’onestà, sono ricchezze? Cos’è la vera ricchezza al giorno d’oggi? Scrivilo qui sotto. Grazie Roy

Forse potrebbero interessarti anche questi articoli

E tu cosa ne pensi di questo articolo?
Contattami ora
Se ci stai pensando... hai già deciso
 
Contattami ora
Se ci stai pensando... hai già deciso
 
ATTENZIONE - Se non ricevi una risposta entro 12 ore probabilmente hai scritto la tua email in modo errato, ricontattami subito. Grazie Roy
roy contactNon ricevo, ma con preavviso possiamo incontrarci al tuo domicilio o presso il tuo hotel con la massima riservatezza.

Chiamami, ti darò tutte le informazioni e valuteremo insieme le tue fantasie e desideri.