Quando l'erezione è poesia

Accompagnatore Napoli

Storie verosimili di un gigolo accompagnatore Napoli.

caffè

Ero in viaggio verso Napoli, quando decisi di fare una pausa in autogrill. Mentre mi recavo in bagno venni bloccato da un gruppetto di ragazze dall’accento napoletano che iniziarono a urlare: è lui, è lui. Io mi girai per capire cosa avessero tanto da confabulare su di me, quando una di loro si avvicinò presentandosi. Una ragazza carina, mora, giovanissima, mediterranea dal fisico asciutto e ben fatto, parlandomi all’orecchio mi disse timidamente: scusami se sono invadente ma ho perso una scommessa e adesso devo pagare pegno. Io la guardai come per dire, e allora? Lei spostando lo sguardo a terra per la vergogna mi sussurrò che la penitenza da pagare era quella di consumare un rapporto orale in bagno con il primo uomo che sarebbe entrato in autogrill. Feci un passo indietro per osservarla meglio, tra noi ci fù un attimo di silenzio e di imbarazzo, io guardavo lei mentre le sue amiche guardavano me aspettando ansiose un cenno di risposta. Poi una del gruppo ruppe il silenzio dicendomi: ovviamente se accetti ti offriamo un caffè per il disturbo. Accettai e andai in bagno con la ragazza, poi bevvi il caffè e continuai il viaggio.

gigolo speed

Arrivai a Napoli per il mio appuntamento, erano quasi le 19 quando il navigatore mi indicò il traguardo. Scesi dall’auto e suonai il campanello come da accordi presi telefonicamente con la nuova cliente. Mi aprì un signore gentilissimo e dall’aria aristocratica, doveva essere il maggiordomo vista la sua eleganza e il suo portamento. Gli dissi che ero atteso, lui annui senza mostrare nessuna curiosità e mi disse di seguirlo. Attraversammo uno dietro l’altro un enorme salone illuminato pieno di quadri antichi fino a quando ci trovammo di fronte ad una porta chiusa. Lui si arrestò dicendomi: è qui, può entrare. Aspettai l’uscita di scena del maggiordomo poi girai la maniglia e entrai. Quello che vidi varcando la soglia aveva dell’incredibile, di fronte ad una grande finestra in controluce, emergeva una ragazza alta, mora, prosperosa, con addosso una vestaglia trasparente piena di curve e forme armoniche.

Lei mi guardò sorpresa sgranando gli occhi, io accorgendomi del suo imbarazzo mi avvicinai per metterla a suo agio e senza parlare le accarezzai lentamente la spalla, il collo, poi con le labbra iniziai a sfiorarle le guance fino all’orecchio dove mi soffermai un attimo per sussurargli parole dolci. Lei piano piano si lasciò andare al desiderio che come una miccia stava scoppiando in quella stanza. Fu un sesso liberatorio, passionale, esplosivo che ci lasciò storditi e increduli sul letto a guardare il soffitto. Poi mi girai verso di lei e le dissi: Sei stata meglio delle aspettative Teresa. Lei si girò di scatto e mi disse: Teresa? Io sono Jessica, Teresa è mia madre. Mi rivestii in fretta e raggiunsi con l’aiuto del maggiordomo la signora Teresa in sala da pranzo, la quale mi stava già aspettando per la cena.

E tu cosa pensi di queste storie da accompagnatore Napoli Napoli gigolò? Quale ti piace di più? Quanto sono vere e quanto cazzare? Qual è la protagonista femminile che ti è piaciuta di più? Scrivilo qui sotto. Grazie Roy

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