Quando l'erezione è poesia

Accompagnatore a Venezia

accompagnatore veneziaIl telefono squillò mentre stavo montando un video, una signora con voce bassa, rallentata e roca mi chiese se stava parlando con Roy, le dissi si sono io. Lei continuò dicendomi che le serviva un Accompagnatore a Venezia per le ore 20 e se fossi stato libero per la serata. Le risposi di si e cosa potevo fare per lei. Mi chiese se sarei stato in grado di raggiungerla in serata alle 20 a Venezia più precisamente all’hotel Danieli per un incontro. Dal suo timbro di voce nobile e posato e il luogo da cui mi stava chiamando pensai si trattasse di una donna benestante un pò su con l’età, accettai l’incarico, l’incognita è il sale del mio mestiere. Le dissi quale era la mia parcella, lei accettò e ci salutammo con un ci vediamo questa sera.

Guardai l’ora, erano le 12, avevo tutto il tempo di prepararmi, mangiare e partire con calma verso Venezia. Nel viaggio pensai a questa signora, sola, abbandonata in un grande albergo di lusso, cosa voleva da me? Cosa cercava da un accompagnatore? Di cosa avrebbe avuto bisogno? Una cosa era sicura, voleva una compagnia maschile per sconfiggere la solitudine e sentirsi ancora viva. Arrivai in piazza Roma dove lasciai in un garage la macchina e proseguii a piedi. Attraversai il canal grande attraverso il ponte di Calatrava e poi decisi di prendere un vaporetto per non farmi tutti i vicoletti a piedi. Purtroppo la fila per il vaporetto era interminabile, quindi optai per la gondola, costa un pò di più ma chi se ne frega tanto avevo chiesto una parcella molto alta alla signora visto il modo in cui si era presentata.

Il gondoliere rimase perplesso nel vedermi da solo, lui probabilmente è abituato a trasportare coppiette felici di innamorati, fidanzatini sorridenti, sposi freschi, coppie di gay, io invece ero l’emblema della solitudine, il dopo felicità di una coppia scoppiata, visto da fuori potevo sembrare l’uomo triste in gondola. Comunque io non mi vedevo così, ero abbastanza felice e curioso di raggiungere la mia cliente, quindi mi stampai un sorriso idiota da turista stupito in gita, mi scattai qualche selfie, feci una foto al gondoliere e poco dopo raggiunsi l’hotel Danieli.

Alle 19 55 entrai nell’hotel e avvisai la signora tramite sms del mio arrivo. Lei mi rispose di raggiungerla nella camera 214 al secondo piano e così feci. Bussai, e dopo un po’ mi aprii la porta una signora molto anziana, piegata su se stessa, camminava appoggiandosi ad un bastone con il manico dorato, poteva avere dagli 85-95 anni, rimasi stupito, perplesso e deluso nel vederla, la mia espressione facciale era la stessa che adoperavo nel viaggio in gondola guardando i vari affreschi e palazzi vecchi. Mi fece entrare, ci sedemmo in un piccolo salotto in un angolo della stanza illuminato da un finestrone con vista la Laguna e lei con voce tremolante iniziò a raccontarmi il perché mi aveva chiamato. Congelato e mummificato dalla situazione, inchiodato su quella poltrona dal mio narcisismo e dalla mia professione non potevo fare altro che ascoltarla.

Sono vedova da 60anni mi disse, mio marito Mario, mi ha lasciata ancora giovane dopo una malattia. Ho vissuto tutti questi anni nel ricordo e nel lutto più totale. Da quando lui se ne andato io mi sono spenta, sono come morta dentro e adesso che ho 90anni e non so quanto ancora mi rimane da vivere ho deciso di ricordarlo attraverso la ricostruzione di uno dei nostri giorni più felici, la luna di miele, il viaggio di nozze di 70anni fa, dove io e Mario consumammo la nostra prima notte di matrimonio e d'amore qui, in questa stanza. Cosa ne dici? Io sgranai gli occhi incredulo su quello che da li a poco poteva accadermi. Continuò dicendomi: ho scelto te caro Roy perché mi ricordi molto lui, i tuoi occhi celesti, il tuo viso un pò allungato, la barba, la tua corporatura slanciata e muscolosa, la tua eleganza, il tuo timbro di voce pacato e sicuro, insomma sei la persona giusta per interpretare il mio defunto marito Mario.

Allora Roy, sei pronto? L’albergo è questo, la stanza è la stessa di 70anni fà, il giorno pure, sono le 20,40 e tra 20 minuti sarà l’ora X, cioè le 21, l’ora in cui ho perso la mia verginità con Mario. Voglio rivivere quel giorno fantastico prima di morire, voglio ricordarlo per sempre e tu mi aiuterai a farlo. Ci siamo Roy, preparati, tu con la tua interpretazione maestrale impersonerai mio marito Mario e farai l’amore con me tutta la notte con passione, ardore e desiderio come fece mio marito Mario 70anni fa.

E tu hai un desiderio da interpretare? Ti piacerebbe ritornare nello stesso posto di un bel ricordo e riviverlo? Come sarà andata a finire la serata per Roy? Scrivilo qui sotto. Grazie Roy

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